IL CARCIOFO
Il carciofo, cynaria scolymus, sconosciuto allo stato selvatico deriva da selezionamenti del cardo (Cardo Cardunculus). Il carciofo è un ortaggio che appartiene alla famiglia delle composite. Le sue proprietà medicinali sono conosciute da tempo antichissimo, apprezzato dai Greci e dagli Egizi.
La pianta del carciofo ha un fusto eretto che può raggiungere un metro d’altezza, i frutti possono essere con spine, senza spine e di piccolo formato. Un buon carciofo deve avere le seguenti caratteristiche: punta chiusa, foglie esterne di colore verde scuro, interne tenere, assenza di peluria, gambo tenero e senza ammaccature. Le qualità più apprezzate sono: i romani, di Chioggia, campani, sardi. Nella prima raccolta si ottengono una decina di carciofi per pianta, che in seguito rigenera producendo un certo numero di carciofi più piccoli e teneri.
Effetti farmacologici
Il carciofo è un alimento tonico e digestivo, contiene molto ferro, le attività farmacologiche più note sono:
Coleretica, la Cinarina contenuta nel carciofo provoca un aumento del flusso biliare e della diuresi.
Epato-protettrice, è l’azione più conosciuta e utilizzata. Anche il Cardo Mariano precursore del carciofo è utilizzato allo stesso scopo.
Ipocolesterolemizzante, allo stato attuale è l’azione più importante e studiata. La Cinarina contenuta nel carciofo in una buona quantità è risultata avere un importante ruolo nell’abbassare il livello del colesterolo. Tale effetto farmacologico è stato dimostrato da numerosi studi scientifici. Le dosi terapeutiche di Cinarina variano da 60 mg a 1,5 g. Le sostanze contenute nel carciofo sono assolutamente prive di tossicità. Per trarre beneficio di queste straordinarie qualità curative, bisognerebbe assumere una quantità di carciofo fresco pari a 100-300 g al dì per un periodo abbastanza prolungato. I benefici di quest’ortaggio non devono essere vanificati con una scorretta cottura, vanno eliminate le tradizionali e succulente ricette: carciofi alla giudea o giudia, carciofi fritti, carciofini sott’olio…
Le proprietà del carciofo
a cura di wayin network
Regalo del sole di primavera, il carciofo è un ortaggio usato fin dall'antichità: gli Egizi lo consideravano il tonico amaro per eccellenza, per le sue virtù energizzanti sul fegato e per quelle disintossicanti.
Grazie al suo principio attivo, la cinarina, il carciofo infatti stimola la produzione della bile, che facilita la digestione dei grassi e agisce sui reni, facilitando il drenaggio delle tossine. Inoltre, abbassa il colesterolo, perciò è un ortaggio molto indicato per chi soffre di iper-colesterolemia.
Per le sue funzioni depurative sul fegato, vanno evitati gli abbinamenti del carciofo con i fritti, gli insaccati, vino e formaggi, perché essi inibiscono la sua azione anti-tossine. Inoltre, il carciofo non va condito con il limone, nè accompagnato da agnello, pollo e pesce.
L'ideale sarebbe consumarlo fresco, almeno quando è di stagione: infatti, sott'olio o fritto perde tutte le sue virtù. Lessando il carciofo, la cinarina diventa meno attiva, tuttavia l'acqua che se ne ricava è molto utile per combattere i sintomi tipici del cambiamento di stagione, dall'inverno alla primavera: inserita nella dieta un paio di volte alla settimana, combatte efficacemente i disturbi "metereopatici".
La stessa acqua, assunta a digiuno o usata nelle minestre, è un toccasana per depurare il fegato, i reni e la linfa, ed è utile per chi soffre di diabete.
Frizionata sulla muscolatura delle gambe, serve a disintossicare le fibre muscolari. Unica raccomandazione è quella di bollire non solo il carciofo, ma anche le foglie e il fusto.
Infine, la medicina ayurvedica consiglia, per aiutare la digestione e per attenuare la sonnolenza dopo il pasto, di abbinare il carciofo in insalata a spinaci e cetrioli crudi, usando come condimento olio normale e semi di sesamo.
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