ENCICLOPEDIA MEDICA

Definizione di ALCALOSI

Alcalosi: 

Deviazione della norma dell'equilibrio acido-base del sangue e dei liquidi interstiziali dell'organismo, che si ha in tutte quelle condizioni morbose in cui si determina nell'organismo un eccesso di basi, oppure un deficit di radicali acidi. In tutti questi casi il pH risulta superiore a 7. Si distinguono un'alcalosi compensata (quando varia la riserva alcalina ma non il pH) e una scompensata (quando varia anche il pH), un'alcalosi respiratoria ed una metabolica. 
Alcalosi respiratoria:
È dovuta ad iperventilazione, cioè consegue a tutte quelle condizioni in cui vi è un aumento della frequenza e della profondità degli atti respiratori; con l'aria espirata viene allora eliminata una quantità di anidride carbonica maggiore di quanta non venga prodotta. Questo disordine può essere dovuto ad una lesione della zona del sistema nervoso centrale responsabile della regolazione respiratoria; di solito però è una manifestazione di ansietà. Il paziente teso ed ansioso, più spesso la donna dell'uomo, in risposta a stimoli emozionali, aumenta la frequenza del respiro e può sviluppare un'alcalosi acuta, sebbene transitoria, che si accompagna a svariati sintomi: vertigini, disturbi della sensibilità periferica, tremori muscolari e, nei casi più gravi, spasmi e contratture muscolari. Dal momento che questi episodi sono di solito di breve durata, non vi è tempo sufficiente perché l'organismo possa mettere in atto dei meccanismi di compenso. In quelle circostanze in cui vi è invece una iperventilazione prolungata, ha modo di attuarsi una risposta renale, caratterizzata da un'aumentata escrezione di bicarbonati, di sodio e di potassio e da una diminuita escrezione di cloruri. La conseguenza più significativa è ovviamente una diminuzione della concentrazione di bicarbonati nei liquidi extracellulari. Il trattamento dei pazienti in cui l'iperventilazione è la manifestazione di uno stato ansioso è anzitutto psicologico e cioè diretto ad aiutare il paziente a capire il motivo dei suoi disturbi. In quelle circostanze in cui l'iperventilazione ha provocato uno stato di grave riduzione dell'anidride carbonica con manifestazioni tetaniche è necessario un intervento immediato per fare aumentare la pressione parziale di anidride carbonica nei liquidi corporei; ciò si può ottenere facilmente facendo respirare il paziente in ambiente ricco di anidride carbonica (il che si può ottenere molto semplicemente facendo respirare al paziente la propria aria espirata tramite un sacchetto chiuso applicato alla bocca).
Alcalosi metabolica:
È caratterizzata da una aumentata concentrazione di bicarbonato nel sangue e nei liquidi interstiziali, non accompagnata da un equivalente aumento della pressione parziale di anidride carbonica. Questa deviazione dalla norma può verificarsi per eccessiva somministrazione di bicarbonati, generalmente a scopo terapeutico, oppure per perdita di radicali acidi, come avviene nei vomiti profusi. Anche la perdita di ioni potassio può essere responsabile di alcalosi metabolica: ciò può avvenire nel vomito, nell'iperaldosteronismo e in corso di terapia diuretica prolungata. Alla tendenza del pH verso l'alcalinità si oppongono i mezzi di compenso di cui dispone l'organismo: da una parte infatti si riduce la ventilazione polmonare con conseguente minor eliminazione di anidride carbonica, dall'altra aumenta l'eliminazione renale di bicarbonati. L'alcalosi viene seguita nel tempo valutando la riserva alcalina. La sintomatologia dell'alcalosi metabolica è caratterizzata dal profondo stato di stanchezza e di prostrazione in cui si trova il paziente, da bradipnea, con respiro lento e molto superficiale; è spesso presente ipereccitabilità neuromuscolare, molto più intensa di quanto si riscontri nell'alcalosi respiratoria, tanto che nei casi più gravi si hanno vere e proprie crisi tetaniche. La terapia dell'alcalosi metabolica varia ovviamente a seconda della causa che l'ha provocata; quando ne è responsabile una perdita di ioni potassio, è sufficiente somministrare sali di potassio per bocca oppure per via endovenosa; quando invece l'alcalosi consegue ad una perdita di ioni idrogeno, in altri termini di radicali acidi, è necessario ricorrere a farmaci acidificanti tra cui i più in uso sono il cloridrato di arginina ed il cloruro di ammonio.

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