ENCICLOPEDIA MEDICA

Definizione di ALCOOL ETILICO (O ETANOLO)

Alcool etilico (o etanolo):

Sostanza contenuta in bevande preparate per fermentazione da succhi vegetali (uva, malto di orzo, frutta, bietole); è ottenuto anche per sintesi o da materiali cellulosici. È detto anche, nel linguaggio popolare, spirito di vino. La miscela etanolo-acqua (50-70%) ha azione antisettica (principalmente antisettico cutaneo); l'etanolo ha inoltre azione revulsiva. La dose letale, nell'adulto, è di 300-400 ml di etanolo puro introdotto in un'ora. Come sostanza inebriante viene incluso nel capitolo dei farmaci attivi a livello del sistema nervoso centrale; esso agisce infatti sulla sostanza reticolare. L'alcool etilico deprime la sostanza reticolare, privando in tal modo la corteccia cerebrale del controllo inibitore; come risultato si osserva inizialmente un quadro di apparente stimolazione: l'individuo si mostra chiassoso, loquace, allegro, disinibito; la memoria viene un po' offuscata, diminuisce la sua capacità di concentrazione e di fine discriminazione, i movimenti si fanno impacciati. L'intensità degli effetti sul sistema nervoso centrale è maggiore nel periodo in cui va aumentando la concentrazione di alcool etilico nel sangue, meno evidente quando ormai il suo livello ematico si è stabilizzato (è da tener presente che ha una speciale affinità per il tessuto nervoso e che il flusso sanguigno cerebrale è considerevole). L'effetto di incoordinazione motoria, ottundimento dei riflessi conseguente ad ingestione di moderate quantità di alcool etilico (sufficienti già a determinare nel sangue una concentrazione di 50 mg%) è potenziato moltissimo dall'assunzione di farmaci contenenti clorpromazina, meprobamato, benzodiazepine o di altri comunissimi analgesici e tranquillanti. Particolare attenzione è bene fare quindi prima di intraprendere viaggi o compiti di una certa importanza a non associare l'alcool etilico a tali medicamenti. È controindicato in caso di epilessia. L'alcool etilico possiede anche azione anestetica: 60 ml di alcool etilico al 95% elevano del 40% circa la soglia di percezione di stimoli dolorifici; come la morfina, esso modifica l'atteggiamento dell'individuo di fronte al dolore, che viene percepito come una causa estranea, non come una sofferenza del proprio corpo. L'anestesia da alcool etilico è più lunga di quella da cloroformio o da etere, purtroppo le dosi anestetiche sono molto vicine alle dosi che deprimono seriamente i centri del respiro e per questo non è possibile la sua utilizzazione in anestesia generale. Per dosi moderate di alcool etilico non sono evidenziabili importanti influenze sulla funzionalità cardiaca se si esclude un aumento della frequenza, dovuta ad aumentata attività muscolare o a stimolazione riflessa; a livello vascolare si osserva vasodilatazione per depressione del centro nervoso vasomotore, ma non c'è un supporto sperimentale alla convinzione che l'alcool etilico sia diretto dilatatore delle coronarie. Irrazionale è anche l'abitudine di ingerire bevande alcooliche quando fa freddo; la sensazione di calore che si prova è dovuta ad aumentato flusso sanguigno nel distretto cutaneo e gastrico, ma il sangue che circola in maggior quantità alla periferia cede calore più rapidamente. Allora, se la temperatura ambiente è bassa, ne può derivare una diminuzione della temperatura corporea e perfino assideramento. Dosi alte di alcool etilico provocano depressione cardiovascolare perché deprimono i centri nervosi cerebrali. Si ritrova nell'aria espirata, dove può facilmente essere misurato (facendo respirare in appositi palloncini). Sulle funzioni gastriche esso agisce a seconda dello stato della mucosa gastrica, della presènza o meno di cibo, di fattori psicologici ecc. Oltre che aumentare il flusso sanguigno stimola la secrezione di saliva e di succo gastrico ricco di acido cloridrico e povero di pepsina (il contenuto in pepsina aumenta per riflesso psichico se l'ingestione di bevande alcooliche è accompagnata da una sensazione di piacere); l'aumento di secrezione è conseguenza diretta della presenza di alcool etilico nello stomaco e in parte di origine riflessa da eccitazione delle terminazioni nervose sensoriali. In ogni caso la motilità dello stomaco resta normale e la meccanica della digestione indisturbata se la concentrazione gastrica di alcool etilico è di circa il 10%; se la concentrazione sale al 20% si ha una certa depressione delle funzioni (vino e liquori di malto producono lo stesso effetto anche a concentrazioni minori, perché contengono altre sostanze), una concentrazione del 40% provoca irritazione della mucosa gastrica e, a lungo andare, diminuzione della secrezione di succo e ipersecrezione di muco, il quale rappresenta un mezzo di difesa a disposizione della mucosa, contro l'azione irritante dell'alcool. Analogamente le funzioni intestinali, non modificate dalle basse concentrazioni di alcool, vengono invece depresse da concentrazioni più elevate, provocando stipsi alternata a diarrea. In questo incide anche il fatto che l'uso smodato e l'abitudine provocano sempre una cattiva alimentazione, carente di principi vitaminici. L'etanolo viene assorbito nell'intestino tenue. Viene metabolizzato nel fegato (dall'enzima alcooldeidrogenasi) ad acetaldeide e successivamente ad acetato. Queste trasformazioni avvengono a un tasso costante, pertanto maggiori introduzioni non provocheranno trasformazioni più veloci, ma solo un aumento della quantità di etanolo nel sangue (aumento dell'alcoolemia) con conseguenze per il sistema nervoso. Il composto intermedio acetaldeide è molto tossico (molto di più dell'etanolo).
L'anidride carbonica (e quindi le bevande alcooliche frizzanti) aumentano l'assorbimento intestinale di etanolo. A livello epatico l'etanolo può provocare infiammazione (epatite alcoolica, v.) e cirrosi, inibisce la secrezione di ADH, aumentando la diuresi (azione diuretica). Le funzioni sessuali possono essere depresse dopo un breve periodo di eccitazione, causata soprattutto dalla liberazione dei freni inibitori conseguente alla ingestione di alcool etilico.

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