ERBOLARIO

Definizione di ACERO

ACERO.
Acer campestre L.

Famiglia: Aceraceae.
Nomi comuni: Oppio, Testucchio.
Nomi locali: Apice, Oeggiu, Lopu (Lig.), Obi, Isalabre, Aghero (Piem.), Rompich, Agher, Opol (Lomb.), Opolo nero, Pontezzo, Airella, Fagaro, (Ven.), Ajar, Voul (Friulu), Tostone, Loppo (Em.), Albero di vite, Fistuccho, Loppio (Tosc.), Testuccio, Testone (Umb.), Foppo, Schiaeccio (Laz), Averiello, Coppolo (Abr.), Ficaia, Ceriello (Camp.), Acina, Rocchia (Bas.), Uppolo, Aciaru (cal.), Agghiaru, Occhiu (sic.), Acra (Sard.).

Portamento.
È un albero a foglia caduca che può raggiungere i 10 m, ma più spesso lo si rinviene come arbusto; sui rami giovani si formano talvolta delle ali suberose.

Foglie.
Le foglie, di forma palmata, larghe al massimo 12 cm, sono divise in cinque lobi variamente dentati; di questi i due laterali sono piccoli ed il centrale è grande; il colore è verde intenso di sopra e verde chiaro nella pagina inferiore che è più o meno pelosa-vellutata specie lungo le nervature.

Fiori.
I fiori, distinti in maschili e femminili, hanno i petali inseriti su un disco nettarifero; essi sono riuniti in corimbi, sono piccoli e di colore bianco-verdastro.

Frutti.
I frutti sono delle samare formate da due semi, ciascuno munito di un'ala divergente orizzontalmente, a differenza di quelle di altre specie di Acero che formano un angolo più o meno acuto; queste ali, facendo girare vorticosamente il seme quando cade, lo fanno allontanare dalla pianta che lo ha prodotto, favorendo la disseminazione. Si dice che Sikorskij, uno degli inventori dell'elicottero, abbia avuto l'idea vedendo cadere un seme di Acero.

Dove si trova.
Si rinviene comunemente nei boschi, dal mare alla regione submontana di tutta Italia; è spesso coltivato come albero tutore lungo i filari delle vigne.

La droga.
La corteccia dei rami giovani e non suberificati.

Quando si raccoglie.
Si raccoglie in primavera (marzo-aprile), quando è più facile staccarla, tagliandola dai rami non molto vecchi; si praticano due tagli anulari congiunti da uno longitudinale, si inserisce la punta del coltello e facendo leva si distacca la corteccia.

Come si conserva.
La corteccia si conserva essiccandola al sole e riponendola in sacchi di carta quando è ben asciutta.

COME SI USA LA DROGA.
PROPRIETÀ
Astringenti
Principi attivi: tannini, fitosteroli, allantoina, colina.
L'Acero, in genere, è pianta di uso domestico molto comune per la possibilità, ancor oggi molto diffusa, di ottenere dalla linfa primaverile di una sua varietà uno sciroppo zuccherino che, oltre a sostituire il comune zucchero di canna o di barbabietola, ha proprietà rinfrescanti. Nel nostro paese l'Acero « da zucchero » non è diffuso.
Dell'Acero che alligna in Italia si può utilizzare, per uso esterno, la corteccia. Per il suo contenuto in tannini essa è indicata, come rinfrescante ed astringente, per applicazioni locali o bagni su pelli arrossate e fragili.

USO INTERNO
la corteccia.
Come astringente intestinale.
Decotto - 3 g in 100 ml di acqua. Due-tre tazzine al giorno.

USO ESTERNO
la corteccia.
Per pelli arrossate.
Decotto - 5 g in 100 ml di acqua. Applicare compresse di garza imbevute di decotto, sulle parti interessate, per 15 minuti.

USO COSMETICO
Una manciata di corteccia, gettata nell'acqua del bagno, da beneficio a pelli particolarmente fragili e delicate.

Indice degli argomenti
Indice Generale
Home-Page