ERBOLARIO
Definizione di ALLIARIA
Alliaria.
Alliaria officinalis Andrz.
CROCIFERE.
L'Alliaria cresce comunemente nelle siepi e nei boschi di tutta la penisola, dal mare alle zone montane, dove essa slancia fino a 80 centimetri di altezza il suo fusto infogliato, che finisce con un corto grappolo di fiori bianchi, presto sostituiti da gracili silique. È una pianta vivace, a odore agliaceo, soprattutto stropicciandone le foglie, grossolanamente dentellate, assai grandi, quelle della base con lungo picciolo e arrotondate, mentre quelle sul fusto sono triangolari.
PROPRIETÀ MEDICAMENTOSE.
L'Alliaria è prima d'ogni cosa antiputrida e detersiva: al pari di molte Crocifere essa è anche antiscorbutica. La si utilizza infine come espettorante, ed essa si può dimostrare preziosa soprattutto alla fine della primavera quando è umido e fresco, e le bronchiti non hanno ancora detto la loro ultima parola. La si utilizza solo allo stato fresco, poiché l'essiccazione le fa perdere tutte le sue proprietà.
Uso interno.
La decozione della pianta fresca è utile nelle affezioni bronchiali, asma, catarri cronici. Infondere la pianta nella dose da 30 a 60 grammi per litro d'acqua. Nelle perdite di voce, nelle malattie della laringe o della faringe si può aggiungere ad essa l'Erisimo {Sisymbrium officinale L.) altra Crocifera comune, le cui proprietà espettoranti sono vicine a quelle dell'Alliaria, e che crescendo tutta l'restate, la può sostituire benissimo.
Uso esterno.
L'Alliaria è usata fin dai tempi lontani per la medicazione delle piaghe infette, purulente e anche cancrenose. Simon Pauli, nel 1666, scriveva che essa resiste «al marciume, che deterge e pulisce le ulcere putride e sordide». In caso di necessità, utilizzare il succo fresco in medicazioni che devono essere rinnovate ogni giorno, fino al riassorbimento della piaga. Anche la decozione della pianta fresca può essere adoperata. Ledere, ha osservato che da eccellenti risultati nel trattamento dei geloni ulcerati: la pianta interrompe la suppurazione e provoca una sollecita rigenerazione dei tessuti. Anche l'impetigine, trattata in questo modo, evolve favorevolmente.
ALTRI USI.
Dopo Tragus (1552), Duchesne raccomanda di usarne i semi come quelli di Senape e dice che insapora gli intingoli. I suoi fiori si accompagnano molto bene alle insalate, alle quali comunicano il loro lieve sapore d'aglio e le proprietà antiscorbutiche. Anche le giovani foglie sono buone con le insalate, nelle tartine con burro e ogni volta che si voglia dare a una pietanza quel sapore particolare.
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