ERBOLARIO
Definizione di ALTEA
Altea.
Althaea officinalis L.
MALVACEE.
Più robusta delle sue cugine, le Malve, l'Altea è una bella pianta vivace, che s'innalza sovente per più di un metro, con le foglie molto vellutate, biancastre, la cui liscia morbidezza sembra già annunziatrice di proprietà addolcenti (è curioso constatare come le nostre due pianteemollienti per eccellenza, la Malva e il Verbasco, sono tutto un velluto al tocco delle dita, prima ancora di diventarlo in infusione); essa cresce nei luoghi umidi e paludosi dal mare alla zona submontana, più frequente al nord. Possiede dei grandi fiori rosei, larghi fra i 3 e i 15 centimetri, spesso riuniti a tre per volta all'ascella delle foglie; quest'ultime hanno un contorno ampiamente ovale, incavate in lobi dentellati, poco profondi.
Il carattere principale che distingue le Malve dalle Altee è la forma del calicetto, a tre brattee completamente separate nelle prime, a sei, nove brattee più o meno riunite alla base nelle seconde; il calicetto dell'Altea officinale è formato da sette a nove strette brattee. Questa pianta fiorisce tutta l'estate; vengono utilizzati i suoi fiori, le foglie, che vanno raccolti come quelli della Malva, e soprattutto si utilizza la sua radice a fittone, che si taglia a pezzi, si gratta superficialmente, e infine si compone in ghirlande che si lasciano seccare in un ambiente molto asciutto, bene areato e ombroso.
PROPRIETÀ MEDICAMENTOSE.
Le stesse della Malva, ma più accentuate. È la pianta emolliente per eccellenza: contro tutte le irritazioni, tutti i processi infiammatori è la sua principale indicazione, come è quella della Malva e del Verbasco. I fiori, a differenza di quelli della Malva, sono la parte della pianta che contiene la minor quantità di mucillagine. Vengono usati in infusione nei disturbi pettorali, più o meno unitamente alle foglie (10-30 grammi per un litro d'acqua). La macerazione tiepida (20-30°) della radice (8-30 grammi per litro d'acqua) riesce più gradevole, poiché il liquido che si ottiene è meno sciropposo, meno denso dell'infusione a caldo o della decozione (aromatizzare con sciroppo di Liquerizia o, in mancanza, addolcire col miele). La decozione (30 grammi per 1000) viene utilizzata di preferenza per uso esterno; essa è efficace nelle dermatosi, con i foruncoli che lenisce e fa maturare, nelle piaghe infiammate. Un pediluvio in questa decozione calma prontamente le bolle più cocenti. I bagni prolungati nella cui acqua si sia mescolata una decozione concentrata di Altea «producono delle irritazioni violente effetti meravigliosi» (Roques).
Nella pratica popolare c'è l'eccellente abitudine di far masticare ai bambini durante la dentizione un pezzetto di radice di Altea. Usate però la precauzione di scottare la radice prima di dargliela, e di scegliere un pezzo lungo, onde impedire che 'possano inghiottirlo per inavvertenza. Essa calma l'infiammazione delle gengive, e la mucillagine che essi inghiottono facilita il vuotamento dell'alvo. Questo sistema è assai preferibile al ciuccio di gomma, col quale si ostruisce troppo spesso la bocca dei poveri bambini. Vedere alla voce Malva per gli altri usi.
COLTIVAZIONE.
Per il suo bel fogliame grigio, per i suoi fiori di un rosa pallido e, di certo, per le sue proprietà, l'Altea merita un posto scelto nel giardino delle piante medicinali, come nelle aiuole di quegli altri. Quando è possibile raccogliere i suoi semi alla maturazione su piante selvatiche, li si moltiplilcherà in semenzaio primaverile, trapiantandoli in autunno o nella primavera seguente. È tuttavia preferibile procurarsi, in autunno, dei germogli spuntati dalla radice, che si avrà cura di prelevare con qualche radicella: queste barbatelle vanno conservate durante l'inverno a strati, in un solco, avendo cura di tener separato ogni letto con uno spessore di 30 centimetri di sabbia o di terra leggera. A fine marzo, si piantano in terra profonda, ricca, fresca e assai leggera. Mentre i semi non producono che una radice, le barbatelle ne sviluppano parecchie. Vengono colte in autunno. Le radici vecchie di tre anni sono legnose e povere di mucillagine. Bisogna ricordarsi di prelevare nel giardino le barbatelle ogni anno o due, per poter disporre a lungo di un prodotto soddisfacente.
La Canapa selvatica e la Bismalva (Althaea cannabina L.) e l'Altea di Narbona (Althaea Narbonensis Pourret) contengono delle fibre atte alla tessitura. In qualche regione spagnola, un tempo, si facevano macerare per separarne le fibre con le quali si fabbricava una tela molto fine e assai solida. Queste fibre sono pure adatte alla fabbricazione della carta. L'Altea officinale ha le stesse proprietà, ma le sue fibre sono meno lunghe.
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