ERBOLARIO

Definizione di ANEMONE O PULSATILLA

Anemone o Pulsatilla.
Pulsatilla vulgaris Miller (Anemone pulsatilla L.).
RANUNCOLACEE.

La Pulsatilla, o Narciso, è uno dei gioielli della nostra flora e la sua bellezza la fa ricercare dai raccoglitori di fiori, che spesso sono troppo avidi. I suoi grandi fiori violetti dal cuore dorato fioriscono in primavera, specie in maggio, al di sopra di un leggero colletto di brattee vellutate. Le foglie, tutte alla base, sono molto dentellate. Il centro della corolla è occupato da un ciuffo di stili pelosi che, allungandosi rapidamente, conferiscono al fiore appassito l'aspetto di una testa piumata, con la quale il vento scherza (da qui il nome di Fior di Vento) usato in qualche località. Ciascun stilo è sormontato da un frutto, e la dispersione dei semi viene in tal modo facilitata. Nelle giornate ventose, qualche prateria calcarea nella quale si mischiano i fiori appena sbocciati alle piante che portano già il frutto, appare come una meraviglia, spettacolo sempre più raro nei dintorni delle città. La Pulsatilla cresce sui pendii, nelle schiarite dei boschi e nei prati asciutti delle regioni calcaree o ricche di sabbia; essa è rara nei terreni silicei. Vedere alla voce Fiore del lessico botanico, per i caratteri generali delle Ranuncolacee. Le proprietà medicamentose sono paragonabili all'aspetto del nostro fiore. L'Anemone pulsatilla, pur essendo tossica, come molte Ranuncolacee, può essere nondimeno usata con prudenza nella medicina casalinga, e non merita di essere bandita assieme alle altre Ranuncolacee molto velenose.

RACCOLTA E CONSERVAZIONE.
La pianta è poco attiva quando è secca, e benché sia utilizzabile (raccoglierla prima che sia finita la fioritura e seccarla il più rapidamente possibile; essa non deve essere usata per più di una stagione), è preferibile conservarla sotto forma di alcolico, ottenuto facendola macerare fresca, a pari peso in alcool a 90° per dieci giorni.

PROPRIETÀ MEDICAMENTOSE.
La Pulsatilla è prima d'ogni altra cosa un sedativo di prim'ordine. La sua utilità è stata verificata nel trattamento degli spasmi dolorosi degli organi genitali, nelle nevralgie ed emicranie, nei disturbi cardiaci e nervosi. Anche la tosse asinina e le tossi spasmodiche traggono beneficio dal suo impiego, il quale in ogni caso deve essere misurato e prudente. La posologia è dalle venti alle quaranta gocce al giorno in diverse riprese, mescolate in un infuso di Achillea al 5 per cento (spasmi uterini), di Biancospino (disturbi nervosi) oppure di Puleggio (tossi) sempre nella medesima percentuale. Non aumentare le dosi altro che gradualmente.

COLTIVAZIONE.
La bellezza di questa pianta mi induce a consigliarne la coltivazione a tutti coloro che nel loro giardino riservano un po' di spazio alle erbe selvagge. Un suolo calcareo ben drenato, sui praticelli fra i ciurli d'alberi, le conviene a perfezione, mentre essa vegeta poco nei coltivi. Le piante devono essere tolte dal suolo con la loro terra e trapiantate come si trovano; una volta che abbiano attecchito (e non sempre succede) esse vivono per alcuni anni. Un terreno artificiale leggero e non acido conviene ottimamente nelle aiuole, dove i loro cespi avranno il più bell'effetto, facendo ricordare le Anemoni alpestri, che è vano cercar di coltivare in pianura. Non raccogliere i piedi di Pulsatilla altro che nei luoghi dove la pianta abbonda.
Altri due fiori, suoi vicini, più discreti ma sempre graziosi, l'Anemolo dei boschi, {Anemone nemerosa L.) e la Trinità {Hepatica triloha Chais), la prima molto abbondante nella maggior parte dei boschi e delle foreste, che dissimula bene la sua grande tossicità sotto la sua bianca forma stellata; la seconda, più frequente nelle zone montane (essa è rara al di sotto dei 400 metri d'altitudine), ben riconoscibile dalle sue foglie trilobate (somiglianti a quelle dell'Edera) coricate al suolo, e dai suoi graziosi fiori azzurrastri, possono essere ugualmente coltivate come piante decorative. L'Anemolo dei boschi, si trova bene nei luoghi ombrosi ricchi di humus, sotto gli alberi, sui bordi dei viali dove si diffonderà presto (esso possiede un rizoma gracile e serpeggiante: strapparne la maggior lunghezza possibile), mentre la Trinità preferisce i boschi cedui, ma cresce anche nelle aiuole ombreggiate, preferendo un terreno calcareo. Raccolta al principio della fioritura, ai primi di marzo, con la sua zolla, può fiorire in vaso per alcune settimane.

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