ERBOLARIO
Definizione di ANETO
Aneto.
Anethum graveolens L.
OMBRELLIFERE.
Originario dall'Asia occidentale, l'Aneto si è diffuso nelle zone meridionali in seguito ad antiche coltivazioni. Esso è più o meno raro, e lo si coltiva ancora in qualche giardino. Molto somigliante al Finocchio, come questo ha i fiori giallastri e le foglie filiformi. Si differenzia tuttavia per il suo odore più marcato (per cui viene anche chiamato volgarmente Finocchio bastardo), e per i suoi frutti (semenze) appiattiti e alati, mentre quelli dell'Aneto sono ovoidali. Se ne adoperano i frutti, che vengono raccolti alla maturazione delle ombrelle.
RACCOLTO
Quando i frutti sono bruni e quelli centrali dell'ombrella si staccano facilmente, si tagliano queste con le cesoie, si lasciano seccare tre giorni all'aria o al riparo, si battono sopra una tela, poi si scelgono sventolando e stacciandoli, quindi prima di conservarli in scatole o sacchetti ermetici, si lasciano ben seccare nel granaio, distesi in strati leggeri.
PROPRIETÀ MEDICAMENTOSE.
L'Aneto condivide con le altre ombrellifere aromatiche, Anice, Carvi, Cumino, Finocchio, virtù stimolanti, stomatiche e carminative che lo raccomandano nell'atonia digestiva, le flatulenze, le digestioni difficili, ecc. Lo si prende sotto forma di una eccellente infusione profumata (da 5 a 10 grammi di semi per litro di acqua bollente), infusione che è stata somministrata con successo nel singhiozzo e nei vomiti nervosi. Può essere usato, in associazione al Finocchio e al Cumino, come galattogeno.
USI DIVERSI.
L'Aneto era già un aroma usato dai Romani che lo apprezzavano molto. Essi gli attribuivano il potere di accrescere l'energia fisica e i gladiatori lo mettevano in tutti gli alimenti. Le sue foglie tritate e i suoi semi polverizzati (nel macinino del pepe) profumano gradevolmente le insalate. Esso viene impiegato nella salsa per i pesci e al pari del Dragoncello per profumare l'aceto, fortifica le confetture ed entra nella composizione di molti liquori digestivi. Ecco la vecchia ricetta di un «Ratafià dei sei semi», molto adatto «per lo stomaco, la colica, per le indigestioni e le ventosità»:
«Occorrono sei pinte di buona grappa (una pinta è uguale a circa un litro; i nostri antenati non temevano le dosi forti!), da mettere in bottiglie di vetro, e per ogni pinta, mezza oncia (15 grammi) di ciascuno dei semi qui sotto nominati: semi di Aneto, di Finocchio, di Coriandolo, di Sisaro {Sium Sisarum L. specie di Crescione, originario dall'Asia, un tempo coltivato per la sua radice dolce che era ritenuta afrodisiaca, oggi quasi introvabile; sostituibile col Carvi o con l'Angelica), di Carota e di Anice di Firenze. Occorre mondarli e tritarli bene; poi metterli nelle bottiglie che contengono la grappa, e lasciarli infondere al sole durante tre settimane, o più se lo si desidera, scuotendole ogni giorno tre o quattro volte; si può anche farli infondere senza esporli al sole, impiegando un po' più di tempo, come un mese o sei settimane. Poi, questa infusione bisogna passarla in un colatoio o in una calza da filtro, che non siano mai stati usati; e dopo averla passata vi aggiungerete una mezza libbra (che corrisponde alla mezza libbra odierna) di buon zucchero candito per ogni pinta, già fuso in poca acqua come uno sciroppo, e infine lo metterete nelle vostre bottiglie, tappandole accuratamente. Se ne possono bere due cucchiai dopo i pasti, oppure anche a digiuno, se così vi piace».
COLTIVAZIONE.
Fuori dalle regioni mediterranee, l'Aneto si trova molto di rado, in condizione sub spontanea, nei luoghi incolti prossimi a giardini, ed è necessario coltivarlo. I semi di questa pianta annuale devono essere seminati appena raccolti, altrimenti germinano molto male. L'Aneto richiede una terra mossa ed una buona esposizione; tranne qualche rincalzo con la vanga, esso non esige nessuna cura particolare. È una pianta degna di figurare in ogni giardino dove si coltivino erbe. Le buone ditte orticole ne forniscono le sementi.
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