ERBOLARIO
Definizione di BAGOLARO
BAGOLARO
Celtis australis L.
Famiglia Ulmaceae.
Nomi comuni Arcidiavolo, Spaccasassi.
Nomi locali Fralegna (Lig.), Tnesche, Ceresa grea, Frassignol (Piem.), Frigie, Romiglie (Lomb.), Perler, Bogolar (Ven.), Crupignar (Friuli), Palpignan, Olmo bianco (Em.), Bagatto, Fraggiraco (Tosc), Farfalaccio, Pepe saracino (Mar.), Molagine (Umb.), Bozzarago (Laz.), Cucumella (Abr.), Pirofioccolo, Rosecariello (Camp.), Zizzi vizzo, Melofioccolo (Pug.), Melicoccio (Cal.), Menecucco, Zafarem (Sic), Zurgaxi (Sard.)
Portamento.
È un albero a foglia caduca alto fino a 25 m; la corteccia, liscia, è di colore grigiocenere, la chioma è tondeggiante con i rametti orizzontali o talvolta leggermente penduli.
Foglie.
Le foglie, alterne, hanno la superficie inferiore ricoperta da una peluria molto morbida, la forma è lanceolata con apice lungamente acuminato, il margine è dentato, la base è arrotondata e ineguale, cioè rispetto alla nervatura centrale la foglia è più larga da una parte e più stretta dall'altra.
Fiori.
I fiori, inseriti singolarmente su lunghi peduncoli all'ascella delle foglie, sono piccoli e di colore verdastro.
Frutti.
Il frutto è una drupa, di colore marrone-nerastro a maturità, composta di una parte esterna carnosa e di un nocciolo con superficie reticolata.
Dove si trova.
Il Bagolaro cresce dalla zona mediterranea a quella submontana di tutta Italia; lo si trova nei boschi, nelle siepi, nelle zone rocciose sia calcaree che silicee, ma raggiunge le massime dimensioni nei terreni sciolti e freschi; è coltivato come albero ornamentale nei giardini e spesso nelle alberature dei viali.
La droga.
Le foglie.
Quando si raccoglie.
Le foglie si raccolgono in maggio-giugno, dopo la fioritura, quando hanno raggiunto lo sviluppo completo; si recidono senza il picciolo.
Come si conserva.
Le foglie si essiccano in strato sottile all'ombra rimuovendole ogni tanto per evitare fermentazioni; si conservano in recipienti di vetro.
COME SI USA LA DROGA.
PROPRIETÀ
astringenti, antidiarroiche, rinfrescanti.
Principi attivi: tannini, mucillagini. Le foglie del Bagolaro, per il loro contenuto in costituenti attivi, hanno buon potere astringente, rinfrescante e lenitivo che si esplica utilmente nei casi di diarree, enteriti e leggere infezioni intestinali.
Le proprietà sopra descritte sono altrettanto utili per mitigare le infiammazioni del cavo orale e della gola, tra cui gengiviti e faringiti, mediante sciacqui e gargarismi da ripetersi con costanza nell'arco della giornata. I frutti del Bagolaro sono commestibili.
USO INTERNO
le foglie.
Per i disturbi dell'apparato intestinale. Decotto - 2 g in 100 ml di acqua. Due-tre tazzine al giorno.
USO ESTERNO
le foglie.
Per le infiammazioni della bocca e della gola. Decotto - 5 g in 100 ml di acqua. Fare sciacqui e gargarismi più volte al giorno.
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