ERBOLARIO
Definizione di BORRAGGINE
Borragine.
Borrago officinalis L.
BORRAGINACEE.
Tutti conoscono questa pianta ricoperta da peli rigidi, dai graziosissimi fiori azzurri, la cui corolla stellata è sormontata dagli stami neri riuniti in cono. Le sue foglie, sessili e sottili in cima, sono ovali e peduncolate nella parte inferiore della pianta. La Borragine è annuale e fiorisce soprattutto da maggio ad agosto nei giardini e nei dintorni dei luogo abitati. La pianta intera deve essere colta poco prima della fioritura e posta a seccare con cura in un luogo areato e asciutto, rivoltandola di frequente (la sua dovizia di succo la espone all'annerimento e all'ammuffimento). I fiori vanno colti quando sono sbocciati, al mattino, e seccati subito come quelli del Verbasco. È preferibile toglierne il calice.
PROPRIETÀ MEDICAMENTOSE.
Se bisogna credere a Nicolas Alexandre (1716), la Borragine «rallegra gli spiriti vitali e animali infettati dalla bile nera». Più prosaicamente, io dirò che la nostra bella pianta è emolliente, dolcificante, diuretica e sudorifera. Studierò separatamente i fiori e le parti verdi, poiché essi non hanno le medesime proprietà.
Fiori.
Essi sono lievemente emollienti, e si possono usare come quelli delle altre piante pettorali: Verbasco, Malva, Rosolaccio, Farfaraccio, ecc, nelle affezioni bronchiali lievi. Messi in infusione da soli, essi hanno soprattutto il vantaggio di dare alla tisana un colore azzurro che piacerà agli scolari stanchi (l'infusione deve essere breve perché il colore si conservi).
Fusto e foglie.
Ricche di nitrato di potassa, queste parti si dimostrano prima d'ogni cosa diuretiche, eliminando prestamente l'acqua e i cloruri. Recenti ricerche, hanno dimostrato l'utilità del loro succo spremuto di fresco nel trattamento della nefrite acuta accompagnata da edema (Henri Ledere). Poiché questo succo si altera molto rapidamente, bisogna usarlo appena spremuto. Come al riguardo del Sedano, non si può che consigliare agli anziani di fare delle cure stagionali diuretiche, toniche e aperitive, prendendo ogni mattino un bicchierino di succo delle piante colte prima della fioritura, spezzate e spremute in un pezzo di tela. Qualche pugno di Borragine, di foglie di Angelica, con un po' di Fumaria di quando in quando, vi forniranno un liquore verde, non molto gradevole forse, ma ricco delle virtù vivificanti della primavera. Il succo fresco (120 grammi) mescolato con tre o quattro tazze di latticello o di brodo di vitello, afferma Joseph Roques (1837) «è una bevanda eccellente quando le reni e la vescica sono spasmodici o irritati, e le orine escono con difficoltà».
La decozione di 4 o 5 grammi di Borragine secca in 100 grammi di acqua bollente, si dimostra utile nei raffreddori, la tosse, la bronchite, la polmonite, nelle quali malattie le proprietà dolcificanti della pianta si aggiungono alla sua azione sudorifera e diuretica. Nell'influenza e nelle febbri eruttive, da si utilizzerà, se è possibile, mescolata con la Camomilla (vedere questa voce). Si può anche far infondere 5 grammi di Borragine secca in una gran tazza del seguente decotto: radice fresca di Bardana, 50 grammi in un litro d'acqua, che si farà ridurre a fuoco dolce fino alla sua metà. Da prendersi tre volte al giorno, zuccherando con miele. Queste bevande, che devono essere assorbite molto calde e stando a letto, procurano una sudorazione molto abbondante e molto salutare.
La seguente ricetta farà sorridere gli increduli, tuttavia recenti studi hanno attribuito alle lumache una reale efficacia nelle affezioni delle vie respiratorie. Brodo addolcente e pettorale di Santa Maria: togliere dalla chiocciola facendole bollire nell'acqua venticinque lumache di vigna, quindi farle cuocere in un litro e mezzo d'acqua, finché non si riduca ad un litro. Un quarto d'ora dopo prima di ritirarle dal fuoco, aggiungere un pugno di foglie fresche di Borragine. Somministrare questo brodo tiepido per quattro volte nella giornata, aggiungendo ad ogni dose un cucchiaio da minestra di sciroppo di Cavolo rosso. Questa pozione può rendere grandi servizi nelle tossi secche e negli stati di violenta irritazione delle vie respiratorie.
Uso esterno.
Le foglie bollite si applicano come cataplasmi nei dolori della gotta, sugli ascessi e le infiammazioni cutanee, ma si otterrà un più sicuro risultato col Verbasco e la Bardana.
N.B. - Due altre Borraginacee, dai fiori bianchi, assai comuni, l'Erba viperina e la Buglossa si possono utilizzare in luogo della Borragine, della quale hanno le stesse proprietà.
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