ERBOLARIO

Definizione di CAMOMILLA ROMANA

Camomilla romana.
Anthemis nobilis L. 
COMPOSITE.

Descritta parzialmente nel quadro più sopra, la Camomilla romana è una pianta vivace, di un color verde biancastro, a fusto debole lungo da 10 a 30 centimetri, spesso coricato al suolo. Il suo profumo è gradevole e penetrante. Originaria dell'Europa occidentale, è da noi coltivata e talvolta inselvatichita. La si coltiva anche nei giardini dove i suoi capolini sono spesso «doppi», vale a dire composti per la maggior parte di fiori ligulati bianchi; essi prendono in questo caso l'aspetto di pennacchi bianchi. Questa pianta fiorisce tutta l'estate, ma si devono cogliere i capolini all'inizio della fioritura, tra giugno e luglio, prima che siano bene aperti, e con tempo bello e asciutto. Vanno seccati all'ombra il più rapidamente possibile. La Camomilla coltivata è meno efficace della pianta selvatica.

PROPRIETÀ MEDICAMENTOSE.
Le virtù di questa pianta sono numerose. Thore (1802) le riassume assai bene dicendo che essa «possiede al più alto grado tutte le virtù delle Camomille (che) sono la consolazione degli ipocondriaci, degli isterici, di tutti coloro, infine, le cui capacità digestive sono indebolite».
La Camomilla è principalmente tonica, stimolante, stomatica, antispasmodica e febbrifuga. All'esterno essa è antisettica.

Uso tonico-stomatico.
L'infusione di Camomilla, presa mezz'ora prima dei pasti (10 a 15 grammi di fiori secchi per un litro d'acqua bollente, infusa per almeno dieci minuti assieme ad una pianta stomatica e aromatica, Anice o Angelica) è un eccellente aperitivo, raccomandabile alle persone prive di appetito, soggette a digestioni difficili, e a spasmi delle vie digestive, alla costipazione o a diarrea dovute ad atonia intestinale. Parecchi medici contemporanei sconsigliano formalmente l'ingestione dell'infusione di Camomilla dopo i pasti, come fanno ancora tante persone anziane. La pianta, con la sua azione sulle mucose interne, delle quali attiva la secrezione e calma gli spasmi, deve infatti trovare, se oso dirlo, il campo libero, per prepararlo all'invasione alimentare. Una tazza di Camomilla può calmare i vomiti nervosi.
Contro i vermi dei bambini, Joseph Roques (1837), raccomanda calorosamente la seguente prescrizione: far bollire e lasciare in infusione un quarto d'ora un pizzico di fiori di Camomilla in 120 grammi di acqua (una tazza da tè media): passare; aggiungere un piccolo pezzo di zucchero, un piccolo cucchiaio di succo di limone e un buon cucchiaio da minestra di olio d'Oliva. Da prendersi in due volte.

Uso antispasmodico.
Se la Camomilla calma gli spasmi delle vie digestive, essa è anche molto efficace nelle nevralgie, specialmente facciali, nelle emicranie e dolori febbrili dell'influenza. Impiegare l'infuso nella dose qui sotto riportata, lontano dai pasti, oppure la polvere dei fiori nella dose di 4 grammi, da prendersi lungo la giornata ogni due ore: (frantumare i fiori con la quantità di zucchero necessaria per polverizzarli, passandoli nel macinino da caffè, prima ben ripulito. Questo sistema è utilizzabile con tutte le polveri di fiori secchi di piccola mole. Il peso dello zucchero non è evidentemente compreso nelle dosi prescritte).

Uso come febbrifugo.
Numerosi fitoterapeuti, soprattutto antichi, poiché la medicina moderna si rivolge principalmente al chinino, e anche perché le malattie palustri sono molto regredite nei nostri paesi, hanno sperimentato con successo la Camomilla nel trattamento delle febbri periodiche. Cazin, che esercitò per più di vent'anni nelle regioni derelitte delle Fiandre marittime, dove le paludi favorivano le malattie infettive d'ogni sorta, non ha utilizzato che i febbrifughi locali che aveva sottomano, e la Camomilla gli ha sempre dato dei buoni risultati (egli l'accompagnava spesso con altre piante dotate di proprietà simili). Verrà impiegata l'infusione di 30 grammi di fiori secchi in 1 litro d'acqua bollente; lasciare in infusione per un'ora e aggiungere, per mascherare l'amaro, un po' di Menta, di Angelica o di Anice (due o tre tazze al giorno). Questo medesimo infuso associato alla Pilosella fresca (diuretica) è molto indicato nell'influenza; si può contemporaneamente infondere assieme 20 grammi di foglie di Borragine secche e 20 grammi di fiori di Camomilla in un litro d'acqua (tre tazze al giorno). N.B. - A dosi troppo elevate la Camomilla diventa emetica: ridurle alla minima indisposizione.

Uso esterno.
Il decotto concentrato di Camomilla ha dato assai buoni risultati nel trattamento di piaghe, di panerecci, di ulcere alle gambe, di infiammazioni diverse (afte, ulcerazioni della bocca, escoriazioni, ecc). Il suo uso come collirio (infusioni di dieci parti per mille) nelle congiuntiviti, nelle infiammazioni delle palpebre è ben conosciuto e assai giustificato. «... Il bagno nel quale si metta in abbondanza la Camomilla è singolare per rinforzare le membra debilitate, addolcire le giunture delle braccia e delle gambe, addolcire le reni e i nervi», dice Olivier de Serres. Questi bagni sono salubri per i debilitati, per i bambini gracili, per i reumatizzati. Ci si può aggiungere Salvia, Origano e Pepolino. L'olio di Camomilla, ottenuto facendo macerare a bagnomaria durante qualche ora 100 grammi di fiori in 1/2 litro di olio d'Oliva, verrà utilizzato per frizioni sulle slogature, le contusioni, i dolori della gotta e dei reumatismi (si potranno aggiungere alla Camomilla della Salvia, del Pepolino e del Rosmarino, da 10 a 15 grammi di ogni tipo). La Camomilla, infine, è conosciuta per conservare il color biondo ai capelli che si scuriscono. Si impiegherà per ciò la decozione concentrata: 50-100 grammi per litro d'acqua, lasciando bollire un quarto d'ora.

COLTIVAZIONE.
Quando i suoi capolini sono «doppi», la Camomilla è una graziosa pianta decorativa, ma poiché in tal caso è sterile, la si moltiplicherà soltanto piantando pezzi di radice al cominciare dell'autunno: i fusti coricati sono spesso radicati alla base, e basta allora trapiantarli dopo averli divisi. La Camomilla preferisce i terreni silicei un po' freschi e, se possibile, ben concimati. È necessaria una buona esposizione. Badate a smuovere la terra in superficie e a togliere le erbe cattive.

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