ERBOLARIO
Definizione di CAMOMILLA
Camomilla.
Matricaria Chamomilla L.
COMPOSITE.
Noi abbiamo visto più indietro che le Matricarie non differiscono dalle Camomille, altro che per un carattere visibile solo ad un attento esame del capolino, ma una certa abitudine vi insegnerà a riconoscere subito queste piante, dalle foglie tagliate a striscie filiformi, glabre, molto diffuse nei seminati, presso i villaggi, lungo le stradine e i sentieri di campagna, nei terreni incolti. La Matricaria Camomilla, è comune dal mare alla zona submontana e nelle isole italiane. Non è necessario coltivarla.
PROPRIETÀ MEDICAMENTOSE.
Le camomille sono state per tanto tempo confuse tra loro, e nello stesso tempo si sono confuse per secoli le Camomille con le Matricarie. Questa confusione non ha grande importanza, considerata la stretta parentela dei due generi, tuttavia rimane il fatto che avendo in comune alcune proprietà terapeutiche, le Matricarie e le Camomille agiscono in modo indipendente in altre situazioni, e sarebbe un impoverirle trattandole sotto un nome comune.
La Matricaria Camomilla condivide con la Camomilla le virtù toniche, stomatiche, antispasmodiche, febbrifughe, vulnerarie. La si è sperimentata anche come emmenagoga.
Uso antispasmodico.
Ledere scrive che gli effetti della Matricaria gli sono sembrati più rapidi di quelli della Camomilla.
Uso come emmenagogo.
«Il suo uso principale è per le malattie fredde e ventose della matrice» dice il dizionario Botanico e Farmaceutico del 1716. Se questa indicazione manca per lo meno di chiarezza, essa almeno dimostra che l'impiego della pianta è assai antico. Anche Simon Pauli, la raccomandava, assieme a della Camomilla e di un po' di Artemisia, alle «donne soggette ai vapeurs», (1)* e questo consiglio rimane valido, avendo tutte e tre le piante delle proprietà emmenagoghe sicure. Parecchi fitoterapeuti hanno ottenuto dei buoni risultati con la Matricaria nel trattamento dell'amenorrea e della dismenorrea di origini esclusivamente nervose o atoniche, quando non esista né pletora né irritazione, (infusione da 10 a 20 grammi per litro d'acqua durante un'ora; da due a tre tazze al giorno). Le donne soggette a dolori mestruali, possono utilizzare questa infusione come sedativo prima di iniziare una cura più prolungata con la medesima pianta, di Assenzio o di Borsa di pastore.
Uso esterno.
Essi sono assai numerosi e, per incominciare, tutti quelli che ho indicato a proposito della Camomilla romana. I bagni in cui si sia diluita una decozione di questa pianta, sono efficaci per calmare i pruriti delle impetigini e degli eczemi, e favorirne la cicatrizzazione. La pianta fresca, pestata nel mortaio e applicata sul capo può calmare l'emicrania, stando a diversi autori. La si utilizza anche in questo modo sui punti dolenti per la gotta. La decozione si usa per schiarire i capelli, come quella della Camomilla. Antisettica, essa è inoltre indicata contro i parassiti della testa.
USO COME INSETTIFUGO.
Simon Pauli afferma che è sufficiente munirsi di un mazzetto di questa pianta per sfuggire alle punture delle api. Le sommità secche, collocate fra la biancheria, possono in ogni caso tener lontane le tarme e altri insetti. Utilizzate anche dei sacchetti di garza, che avrete riempito con fiori di Matricaria, di Assenzio e di Lavanda. Senza avere l'efficacia del DDT o del paradiclorobenzene, questi sistemi delle nostre nonne non hanno almeno i temibili inconvenienti né l'atroce odore garantito naturale.
(1) Vapeurs non ha un corrispondente termine italiano. Sono i rossori e le vampe al viso a cui vanno soggette le donne durante i mestrui. (N.d.T.)
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