ERBOLARIO
Definizione di CARDO BENEDETTO
Cardo benedetto.
Cnicus benedictus L. COMPOSITE
Questo bel Cardo a fiori gialli, annuale, brevemente descritto nella "chiave" introduttiva più sopra, è assai comune nei luoghi coltivati, e anch'esso è coltivato specialmente nelle regioni marittime, dove fiorisce da maggio a luglio. Va raccolta la pianta intera prima che sia sbocciata, di preferenza ai primi di giugno, e va seccata in luogo caldo e asciutto.
PROPRIETÀ MEDICAMENTOSE.
Il Cardo benedetto ha goduto una volta larga reputazione, e oggi si può dire che se non è una panacea, possiede un certo numero di reali virtù. Esso fa parte di quei Semplici amari, così numerosi nelle nostre zone, le cui proprietà sono sempre più o meno numerose e dei quali la Genziana è la rappresentante tipica.
Uso interno.
Preso sotto forma di infusione in acqua o vino (da 15 a 30 grammi per litro di acqua, da 30 a 50 grammi per litro di vino, una tazza da Bordeaux prima dei pasti: estremamente amaro) il Cardo benedetto è un eccellente stimolante dell'appetito, e un buonissimo tonico, utile nell'anemia e nella scrofola. Alcuni autori moderni lo classificano al di sopra della China. Le altre sue indicazioni sono quelle della Genziana, ma in più è sudorifero e diuretico, e va raccomandato nelle febbri eruttive con atonia e nelle affezioni polmonari: catarro cronico, pleurite, polmonite. Si dovrà considerarlo come assolutamente controindicato nello stato infiammatorio delle vie digestive, urinarie e biliari. Le sue proprietà febbrifughe accentuate sono controbilanciate dal fatto che la pianta, presa a forti dosi, diviene emetica. Il suo decotto rende fetide le orine.
«Il suo seme, nella misura del peso di uno scudo assieme a vino bianco, conforta la memoria», dice Olivier de Serres (1539-1619).
Uso esterno.
Il Cardo benedetto è un buon detergente nelle ulcere e nelle piaghe di natura cattiva. Arnaud de Villeneuve (XIV secolo) assicura di aver veduto un uomo, la cui gamba era scarnita fino all'osso, guarito dalla nostra pianta, e Simon Pauli (1666) raccomandava di polverizzare «le vecchie ulcere cancrenose» dopo di averle lavate con acqua distillata. In questo caso si associa al trattamento esterno una cura di infuso, in acqua o vino, della pianta. Il decotto è utile contro i geloni.
Coltivazione.
Il Cardo benedetto è troppo legato al clima mediterraneo perché si possa sperare di veder conservare le sue proprietà coltivandolo più a nord. Lo si semina in terra, in aprile-maggio («stando la luna nuova» dice Olivier de Serres) o, piuttosto in vivaio su uno strato di terriccio, fino dai primi bei giorni di primavera, per avere, dopo il trapianto in piena terra, delle buone piante da raccogliere al principio dell'estate. È una pianta a vegetazione rapida, che richiede poche cure. Occorrono per prosperare, un terreno soffice, profondo, fertile, più acido che alcalino, e una buona esposizione. Il Cardo benedetto è anche una bella pianta ornamentale.
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