ERBOLARIO

Definizione di CORIANDOLO

Coriandolo.
Coriandrum sativum L. 
OMBRELLIFERE.

Pianta glabra di un bel verde, lucente, molto ramificata, alta da 40 a 60 ceintimetri, il Coriandolo è ancora coltivato in qualche regione, e si trova qua e là allo stato subspontaneo. Questa Ombrellifera, probabilmente originaria del Mediterraneo orientale, molto impiegata dagli antichi, nelle Indie, in Egitto, fra gli ebrei, i greci e i romani, possiede diversi caratteri suoi propri: le foglie della base sono tagliate in larghi lobi dentellati, mentre quelle del fusto sono filamentose, come quelle del Finocchio. I petali esterni dei fiori del contorno dell'ombrella, sono assai più grandi di quelli degli altri fiori (essi sono tutti bianchi o rossastri), i frutti sono molto piccoli, sferici, lievemente innervati dal basso in alto, rossastri quando sono secchi. La pianta fresca infine emana un odore assai pronunciato di cimice. Si raccolgono i frutti del Coriandolo come quelli delle altre Ombrellifere, in luglio o agosto, secondo l'epoca in cui sono nate le piante, e secondo l'andamento delle stagioni.

PROPRIETÀ MEDICAMENTOSE.
Pressappoco quelle dell'Anice. L'infusione dei semi (un cucchiaio da caffè per una tazza di acqua bollente; zuccherare col miele) è stimolante, digestiva, e carminativa. Essa è utile soprattutto nella diarrea e nelle intossicazioni di origine intestinale, nelle quali la sua azione battericida, riconosciuta da Cadeac e Meunier (1890) ha un ruolo importante. Si può associare il Coriandolo all'Asperula in un'infusione utile nella colibacillosi.
La pianta è pure euforizzante: gli antichi la usavano per rendere il vino più inebriante. Allo stato fresco essa sarebbe anche tossica, e l'uso del suo succo produce un'ebrezza estrema, cui fa seguito una grande prostrazione. È senza dubbio per questa ragione che Nicolas Alexandre (1716) scrive: «Si è creduto per molto tempo che essa avesse qualcosa di maligno, e la si macerava nell'aceto prima di servirsene». Ledere la segnala come bevanda salubre ai traumatizzati, vittime, egli dice «di un'amante sciocca». Per le altre proprietà vedere la voce Anice.

USO CULINARIO.
Dal Coriandolo fresco esala un forte odore di cimici che «soprattutto con tempo piovoso e all'avvicinarsi del temporale, procura dei mal di capo e conati di vomito in chi si arresta nei campi dove esso si trova» (Bosc). Olivier de Serres, da vero uomo dei campi ha saputo trovare la scappatoia per giustificare quest'odore insopportabile: «le sue foglie sfregate fra le mani puzzano come cimici, ma questa cosa non fa che dare maggior pregio al buon profumo delle altre piante». Una buona lezione d'amore per le piante!
La cucina francese impiega meno di quella olandese o spagnola il Coriandolo, esso non è tuttavia un aromatizzante da dimenticare, che voi potrete usare, sempre con discrezione, sia con l'aceto per le carni, sia solo oppure assieme al pepe, macinati a tavola, per le frittate, il riso (salato beninteso, a cui esso si accompagna perfettamente: con il pollame al Curry, oppure in salsa, servite del riso in bianco, salato e leggermente pepato, aromatizzato con un'idea di Timo in polvere, con qualche giro di macinino dove ci sia del Coriandolo, e cospargendolo con due cucchiai da tavola di uva passa); con la purea di patate (con un po' di Noce moscata); con la selvaggina, i pasticci di carne. Provatelo anche nelle minestre di tipo orientale con frattaglie di pollo, vermicelli cinesi, funghi, ecc. Nella pasticceria potrete mescolarlo ai biscotti secchi e al pan pepato.
È soprattutto nella fabbrica dei liquori che i frutti sono impiegati: ho già dato a proposito dell'Anice e dell'Aneto, alcune ricette in cui entra anche il Coriandolo. Guardate pure alla voce Melissa, essendo il Coriandolo uno fra gli ingredienti principali dell'Acqua di Melissa dei Carmelitani. La Chartreuse e diversi liquori del commercio gli devono una parte del loro sapore.

COLTIVAZIONE.
La sua coltivazione è molto semplice. Seminate in marzo-aprile in terra leggera, calda, concimata da parecchio tempo. Bastano alcune sarchiature prima del raccolto, che ha luogo in luglio-agosto. Si ottiene un miglior raccolto, seminandolo alla fine di agosto e lasciandogli trascorrere l'inverno in terra. Contrariamente a quanto succede con le altre Ombrellifere, i semi di Coriandolo conservano per parecchi anni il loro potere germinativo.

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