ERBOLARIO

Definizione di CRESCIONE DEI PRATI

Crescione dei prati.
Cardamine pratensis L. 
CROCIFERE.

Due sole parole su questa graziosa Crocifera, che avrete certamente notato in primavera, nelle praterie, sulle sponde dei fossati, in luoghi umidi, dove abbonda. È una pianta vivace, alta tra i 20 e i 40 centimetri, di un verde gaio, a foglie ritagliate di due specie, quelle inferiori a lobi arrotondati, quelle del fusto a frangiatura stretta. I fiori sono assai grandi, di colore gigliaceo, oppure rosa, odorosi, riuniti in grappoli terminali. Essi si trasformano in silique strette. Tutta la pianta ha un sapore piccante. Per gli usi di cui parlo qui, si adopera fresca.

PROPRIETÀ MEDICAMENTOSE.
Il Crescione dei prati, è tonico e antiscorbutico (infuso da trenta a sessanta parti per 1000, oppure succo fresco, da quattro a cinque cucchiai da minestra al giorno, di preferenza nel brodo). Esso sarebbe anche espettorante e utile nelle affezioni del sistema respiratorio. È una pianta il cui uso, almeno come alimento, è consigliabile ai debilitati e ai convalescenti, quando non vi siano stati irritativi dell'apparato digerente.

PROPRIETÀ ALIMENTARI.
Il Crescione dei prati è una tra le migliori insalate selvatiche. Lo si utilizza come il Crescione, sia all'olio, sia cotto nella minestra (eccellente con le patate o i crostoni di pane). È meglio raccogliere le foglie prima della fioritura, poiché sono più tenere. Questa raccolta è già possibile in marzo.

COLTIVAZIONE.
Il Crescione dei prati veniva coltivato una volta solo come ortaggio. Si tratta di un'erba molto elegante, i cui fragili fiori decorano gli angoli ombrosi dell'orto. Richiede una terra fresca e frequenti annaffiature. La si moltiplica con le semenze o, più facilmente, con pezzi di radice trapiantati a piccola profondità.

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