ERBOLARIO

Definizione di CRESCIONE

Crescione
Nasturtium officinale R. Brown. 
CROCIFERE.

Il buon Crescione di acqua viva non avrebbe bisogno di essere descritto, se non fosse confuso dai raccoglitori senza esperienza con altre piante acquatiche, fortunatamente sprovviste di tossicità. Se si raccoglie senza discernimento il Crescione e l'Apium nodiflorum, Ombrellifera comune nei ruscelli, nei fossati e negli stagni, l'ho pur visto mischiato in Bretagna con la Veronica Beccabunga, scrofulariacea tuttavia assai lontana morfologicamente dal Crescione, le cui proprietà però, per un caso curioso, sono assai prossime a quelle del Crescione vero, del quale ha anche pressappoco il sapore. Voi riconoscerete il crescione dai seguenti caratteri: pianta glabra, vivace, a foglie alterne, un po' carnose, lucenti, di un bel colore verde, suddivise in tre, nove foglioline ovali o arrotondate, non dentellate, situate su due ranghi, quella terminale nettamente più grande delle laterali; fiori piccoli e bianchi, in grappoli finali, di cui l'ovario produce alla maturazione una siliqua stretta, lunga al massimo 2,5 centimetri: fusti immersi che mettono numerose radici lunghe e bianche. Il Crescione è comune nelle acque correnti e pure. Si trova anche abbastanza in alto nelle zone montane, dove preferisce le sorgenti e i ruscelli non troppo impetuosi. Fiorisce tutta l'estate, ma è consigliabile coglierlo prima della fioritura. Il Crescione che si trova dagli ortolani è indicato anche per uso medicamentoso: la sua provenienza non deve far dimenticare le cure per pulirlo, delle quali parlerò più avanti. La pianta si utilizza solo allo stato fresco, poiché la cottura distrugge la maggior parte dei suoi principi attivi.

PROPRIETÀ MEDICAMENTOSE.
Conosciuto e giustamente celebrato come antiscorbutico al pari di due altre Crocifere, la Coclearia e il Rafano, il Crescione è uno dei nostri Semplici più importanti, assai prossimo all'Aglio e al Cavolo per alcune sue virtù. Esso è principalmente stimolante, diuretico, bechico, aperitivo.

Uso interno.
Ricco di vitamine C ed A, il Crescione fornisce all'organismo anche ferro in abbondanza, iodio, zolfo e numerosi altri elementi indispensabili all'armonia del metabolismo. Si tratta dunque di un alimento molto salutare per anemici, gli scrofolosi, i linfatici. Lo si prenderà sia in insalata (100 a 200 grammi al giorno), sia sotto forma di succo ricavato dalla pianta pestata nel mortaio (da 60 a 120 grammi al giorno) e preso nel brodo freddo. Come antiscorbutico si potrà far macerare 150 grammi di Crescione tritato in un litro di vino bianco: un bicchiere da vino ai pasti. Peyrilhe ha guarito un caso disperato di scorbuto, alimentando il malato quasi esclusivamente di Crescione, e dandogli per bevanda un infuso di radice di Rafano. Nelle bronchiti croniche, lo stesso sugo mescolato con latte tiepido, produce un rapido sollievo, facendo diminuire la tosse e l'espettorazione (120 grammi di succo al giorno agli adulti, 60 grammi ai bambini). Numerosi medici, da Cazin a Ledere, hanno riconosciuto la grande efficacia di questo trattamento, che avrebbe guarito anche delle tubercolosi iniziali. È in gran parte per i suoi principi solforosi, che lo accostano all'Aglio e al Cavolo, che il Crescione deve il suo potere sulle affezioni polmonari. Si potrebbe d'altro canto associare vantaggiosamente queste tre piante e mischiare, per esempio, il succo del Cavolo rosso col succo di Crescione in parti uguali. Non dimenticate tuttavia che il succo di Crescione non tollera il calore. Il suo uso nelle malattie cutanee è molto benefico: «Mi è capitato,» dice Roques (1837) «di diminuire l'impetigine di certi malati, che si erano senza alcun vantaggio curati con le acque di Enghien o di Barèges, con un regime puramente vegetariano composto sia di Lattughe, di Cicoria, di Acetosa e di Spinacci lessati, e semplicemente passati al burro, o con una densa purea di Carote cotte ugualmente col burro, nella quale si mescolavano al momento di servire quattro once (120 grammi) di succo di Crescione con un po' di latte».
Diuretico e depurativo, il Crescione attiva le funzioni di secrezione e di depurazione ed è raccomandato in tutti i casi di insufficienza epatica o renale e nei mali che le accompagnano: reumatismi, gotta, idropisia, a sola condizione che non esista un'intolleranza dell'organismo, né infiammazione, né irritabilità. Le persone anziane ricaveranno un certo beneficio con un uso regolare e moderato, facendolo comparire ogni giorno sulla loro tavola (e Matthiole, nel XVI secolo non dice forse «che coloro che ne mangiano regolarmente si affinano lo spirito»?).

Uso esterno.
Il Crescione è un buon risolutivo e un attivo detersivo. Lo si utilizza semplicemente tritato, sulle ulcere e sugli ingorghi glandolari. Masticato, rassoda le gengive e favorisce la cicatrizzazione delle ulcere scorbutiche della bocca. Cazin ha veduto i contadini del Nord impiegare con successo la pianta pestata nel mortaio assieme a dello strutto contro la tigna (parassitaria?) applicando questo miscuglio sul cuoio capelluto durante quindici o venti giorni, trattamento accompagnato dall'uso interno continuato il più a lungo possibile (nel XVI secolo Ambroise Pare e Simon Pauli, nel secolo dopo, davano già il Crescione come specifico della rogna della testa dei bambini). Non è impossibile che questo stesso trattamento sia applicabile a dermatosi di origine interna. Secondo Tournefort (1698), il succo iniettato nelle narici elimina i polipi delle mucose. Le esperienze di Henri Ledere, gli hanno dimostrato che il succo di Crescione è molto efficace, con frizioni quotidiane per arrestare la caduta dei capelli (succo fresco: 100 grammi; alcool a 90°: 100 grammi; essenza di Geranio: dieci gocce). La Scuola salernitana ha già, tantissimo tempo fa, celebrato questa virtù del Crescione, lodando nella stessa terzina il suo potere di eliminare il mal di denti, e la sua efficacia nelle malattie cutanee, associate al miele: Illius succus crines retinere fluentes Illìus asseritus, dentis curare dolorem; Et squamtnas succus cura cum melle periunctus. N.B. - Si notano, fra certe persone, delle reazioni all'uso del Crescione, che si traducono in dolori talvolta acuti della vescica accompagnati da stranguria (difficoltà di orinare). È evidente che al primo sintomo di intolleranza bisogna cessare immediatamente l'uso della pianta, mentre una predisposizione alla infiammazione delle vie orinarie ne controindica del tutto l'impiego.

USI CULINARI.
Per la sua ricchezza in vitamine e sostanze minerali, il Crescione merita di comparire spesso sulla nostra tavola, e benché la verde zuppa nella quale galleggiano dei crostini sia come un regalo, bisogna preferire più che sia possibile l'insalata con le sue intatte virtù. In primavera, potrete comporre un'insalata deliziosa e molto sana mescolando Crescione, Cicoria selvatica e Dente di leone; aggiungere uno spicchio d'Aglio finemente tritato: condite con un po' di sale e olio d'Oliva. N.B. - L'uso del Crescione selvatico presenta diversi rischi: le acque, soprattutto nelle zone abitate, nei luoghi dove transitano mandrie, possono essere portatrici di germi patogeni, e la pianta mal lavata potrebbe inoculare una grave malattia (il tifo, per esempio). Succede pure, soprattutto nei paesi dove si allevano pecore, che larve di trematodi, vermi parassiti del fegato, che possono provocare gravi accidenti, siano fissate sulle foglie del Crescione. Occorre dunque lavare molto bene i fusti raccolti in giro, e magari, nei casi dubbiosi, mangiarli cotti. Le piante che si trovano in commercio, generalmente sane, devono anch'esse essere lavate molto bene passandole in diverse acque, e tenendole per un quarto d'ora in acqua e aceto. Bisogna buttare le foglie ingiallite, e mangiare il Crescione solo prima della fioritura.

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