ERBOLARIO
Definizione di ELENIO
Elenio.
Inula Helenium L.
COMPOSITE.
L'Elenio è una grande e bella Composita che sarà utile tanto nella vostra farmacia dei Semplici quanto decorativa nel vostro giardino. Impiegato dall'antichità, l'Elenio, probabilmente originario dall'Asia, si trova assai raramente qua e là nelle siepi, le ripe dei fossati e in genere nei luoghi umidi dal piano alla zona submontana della penisola ed in Sardegna. È chiamato volgarmente anche Enula, Enula campana, Antiveleno. I botanici pensano che si sia soltanto naturalizzata tra noi in seguito ad antiche coltivazioni.
L'Elenio è rimarcabile per i suoi grandi capolini gialli, larghi tra i 6 e gli 8 centimetri, dalle ligule sottili, e per le sue foglie, quelle della base molto grandi (fino ad 80 centimetri) e peduncolate, mentre quelle del fusto sono più piccole, a cuore, sessili e avvolgenti, tutte molto spesse, di un color verde pallido, un po' ruvide al di sopra, e bianche cotonate al di sotto. Si tratta di una pianta robusta, che supera il metro d'altezza e che si nota facilmente. Essa è vivace, fiorisce durante tutta l'estate. Se ne raccoglie la radice quando i piedi hanno due o tre anni, a cominciare dall'ottobre e durante tutto l'inverno. Ben mondate e tagliate in tronconi di 2 o 3 centimetri di spessore, le radici dell'Elenio vanno essiccate al sole, se il tempo lo permette, oppure in un essiccatoio a 35-40°. Essiccando prendono il profumo dell'Ireos.
PROPRIETÀ MEDICAMENTOSE.
«Enula campana reddit praecordia sana», dice un verso della Scuola di Salerno: le proprietà dell'Elenio toniche e stomatiche, sono difatti conosciute già da moltissimo tempo, e sono raccomandate assai nell'atonia digestiva, l'inappetenza, la debolezza generale, la clorosi, l'anemia (Chomel dice che l'Elenio è «molto utile... soprattutto nelle indigestioni, nell'imperfetta assimilazione, nelle ventosità, nei rigurgiti acidi»). In questi casi si utilizza sia l'infuso dal quindici, trenta per mille (una tazza prima dei pasti), sia la macerazione nel vino di 80 grammi di radice - oppure, meglio, di 60 grammi di radice fresca in un litro di buon vino bianco per una settimana, filtrata e zuccherata, nella dose di un bicchiere da vino prima dei pasti.
Emmenagoga, la pianta si è dimostrata spesso efficace nel trattamento dell'amenorrea e soprattutto nella leucorrea, regolarizzando i mestrui o richiamandoli, ed interrompendo le perdite croniche. Delens, nel 1836, ha pubblicato interessanti osservazioni a questo proposito, verificate un po' più tardi da Cazin con costante successo, facendo assumere ogni mattina la decozione di radice alla dose di 12 grammi in un bicchiere d'acqua. Le sue proprietà diuretiche e colagoghe infine, poste in luce recentemente dai lavori di Chabrol e di Chevalier, la raccomandano preparata come detto sopra, alle persone sofferenti 'di un cattivo funzionamento renale con oliguria, come pure ai colecistici.
Affezioni delle vie respiratorie.
L'Elenio è, soprattutto e da molti secoli, reputato per le sue qualità bechiche che ne fanno un eccellente rimedio della bronchite, della tosse, della tracheite, nelle complicazioni polmonari dell'influenza. Le ricerche moderne hanno d'altronde corroborato i panegirici dei vecchi empirici, riconoscendo alla pianta incontestabili proprietà calmanti e antisettiche. Nei casi sopraddetti, si potrà utilizzare l'infusione al cinque per cento, addolcita col miele, e presa nella dose di una tazza quattro o cinque volte al giorno, o il vino di cui parlo più avanti (da tre a quattro bicchieri da vino), oppure l'inalazione (nel mal di gola e le tracheiti) del vapore della decozione molto calda al cinque per mille. Una bevanda ottenuta facendo macerare, durante una settimana, 20 grammi di Elenio, 20 grammi di Marrubio bianco, e 20 grammi di Origano in un litro di vino rosso, presa alla dose di due o tre bicchieri da vino al giorno, si dimostra molto efficace.
Tronchin, medico di Voltaire, prescriveva il vino anticatarrale così composto: «Prendete: miele bianco quattro once (120 grammi circa); fate bollire in una pinta (un litro) d'acqua durante un quarto d'ora. Togliendo la pentola dal fuoco, aggiungete, radice di Elenio, mezza oncia (15 grammi); Anice stellato, due grosse (8 grammi). Lasciate in infusione per una mezz'ora. Si prenda di quando in quando una tazza da caffè di questa bevanda».
Uso esterno.
L'Elenio è stato per tanto tempo vantato contro le eruzioni cutanee e soprattutto l'erpete, del quale calma il prurito e che può guarire dopo un certo tempo. Nelle eruzioni e le dermatosi la cui causa è quasi sempre interna, l'associazione di lozioni esterne di decotto con la cura dell'infuso in acqua o vino della radice, possono dare dei buoni risultati. Il decotto concentrato di Elenio e di radice di Bardana, calma quasi subito i pruriti eczematosi (Paul Fournier).
La medicina veterinaria impiega la stessa decozione o la pomata composta con polvere di radice (un terzo) e di strutto (due terzi) contro la rogna.
USI DIVERSI.
La radice di Elenio candita è utilizzata come condimento in Germania, ma Bosc (al tempo delle «Meditazioni», è vero) assicura che il solo odore della pianta, tuttavia assai sopportabile può disgustare le persone delicate.
«Non si tratta forse di un condimento delicato» dice Joseph Roques, «ma esso è salutare.»
COLTIVAZIONE.
L'Elenio merita di comparire nei giardini all'inglese dove, prima di essere sradicato per l'essiccazione, spiegherà per due o tre anni le sue belle foglie e i suoi grandi capolini. Esso chiede un suolo fresco, profondo e mosso per poter sprofondare la sua grossa radice a fittone. Il seme è il mezzo migliore per riprodurlo: seminate in marzo, sotto veto o in piena aria, i più bei semi (acheni) raccolti alla maturazione completa (essi sono in questo caso bruni), germogliano rapidamente. I piedi più forti vanno trapiantati, sia in piena terra, sia in vivaio, e la piantagione deve effettuarsi in un luogo di penombra, avendo cura di lasciare intorno ad ogni pianta almeno 50 centimetri di spazio. Una volta che abbiano attecchito, le piante richiedono poche cure: qualche sarchiatura e annaffiamento se l'estate è asciutta.
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