ERBOLARIO
Definizione di ERICA
Erica.
Calluna vulgaris (L.) Hull.
ERICACEE.
Questa graziosa pianta cespugliosa, molto ramificata, è diffusa nelle regioni silicee, nelle lande, le rive marittime, nei boschi chiari, nelle zone torbifere. I suoi fiori, riuniti in grappoli alla sommità dei rami sono ingannatori: è il calice a quattro sepali che, color di rosa, raramente bianco, simula la corolla. Quest'ultima a quattro petali ugualmente separati, due volte più corti, è nascosta dal calice: potrete osservare facilmente a occhio nudo questa conformazione particolare. I fiori hanno otto stami. Le foglie sono minuscole e disposte su quattro ranghi: esse sono talvolta tanto embricate (specialmente nelle piante che crescono nelle regioni marittime) che i ramoscelli che le portano sembrano quadrangolari (le vere Eriche - genere Erica - hanno una corolla a petali saldati a campanella a quattro denti o quattro lobi corti, e un calice verde a quattro sepali, più piccolo di essa). La Calluna può vivere fino a quarant'anni e oltrepassare il metro di altezza. Essa fiorisce da luglio a 'settembre.
Si raccolgono i grappoli fioriti all'inizio dello sbocciare: la loro essiccazione si compie senza nessuna difficoltà. Quando è possibile, utilizzare la pianta fresca.
PROPRIETÀ MEDICAMENTOSE.
Dopo Mattinole (1674) che assicura di aver conosciuto parecchie persone guarite dai calcoli vescicali avendo fatto uso della sua decozione, l'Erica è stata assai poco usata e, dopo Cazin, che ha ottenuto dei buoni risultati nella renella, la cistite e in casi di albuminuria, è ancora a Ledere che si deve la riscoperta di questo Semplice. Dalle sue esperienze, l'Erica si rivela essere un diuretico potente e un buon antisettico delle vie urinarie. Il suo decotto al trenta per mille (bollire fino a ridurre di un terzo; da prendersi nella giornata) nel quale si può mettere in infusione, sul finire della bollitura, 30 grammi di Asperula, riuscirà utile nella cistite, anche con grave infezione e presenza di pus nelle orine. Lo stesso Ledere ha ottenuto dei risultati particolarmente soddisfacenti, nel trattamento della cistite dei prostatici. Nella cistite cronica, si potranno associare all'Erica gli stigmi del Mais. (Un vino ottenuto facendo macerare per una dozzina di giorni 15 grammi di bacche di Ginepro, ben mature e schiacciate, 15 grammi di Erica, e 15 di Asperula in un litro di buon vino rosso, da uno a due bicchieri al giorno, può dare dei buoni risultati, quando non vi sia infiammazione renale).
Quanto all'azione dell'Erica sulla litiasi renale, essa non è chiaramente definita, e la proprietà di sciogliere i calcoli che le attribuivano gli antichi, sono probabilmente senza fondamento. Ma in una malattia in cui l'uso dei diuretici è essenziale, non si trascurerà l'azione di questa pianta, che i vecchi reumatizzati possono anche utilizzare, associata alle foglie del Ribes nero e alle sommità della Regina dei prati.
USI DIVERSI.
La Calluna, come diverse altre specie di Eriche, viene utilizzata nella fabbricazione delle scope. La decozione della pianta può servire per tingere le stoffe in bruno, e in giallo con l'aggiunta di allume, e in nero con quella di solfato di ferro.
Infine l'Erica, e soprattutto l'Erica cinerea, è una assai graziosa pianta decorativa di facile coltivazione in un terreno appropriato: appunto terra d'Erica (sabbia terriccio e rimasugli lignei) sopra un fondo ben drenante. I gruppi di rocce in pendio nei giardini, bene esposti, le sono favorevoli e i suoi cespi porporini" non tarderanno ad estendervisi. La si moltiplica facilmente dai semi posti in terra sul luogo, oppure in vivaio, o mediante margotte. Si può anche toglierne qualche piede con la sua zolla, in campagna, ma la ripresa della pianta non è mai certa.
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