ERBOLARIO

Definizione di FINOCCHIO MARINO

Finocchio marino.
Crithmum maritimum L. 
OMBRELLIFERE.

Durante le vostre vacanze sulle coste del mare voi avrete notato, e magari annusato, questa pianta alofita (che ama il sale), i cui cespi, spesso molto folti, rivestono le più aride rocce, le sabbie più asciutte.
Il Finocchio marino, o Critmo nella lingua dotta ma ignorata dai più, (certe opere la fanno diventare, per errore, sinonimo di Salicornia, che invece è il nome di una pianta, alofita anch'essa e commestibile, ma che non ha alcuna affinità botanica col Crithum maritimum), è una Ombrellifera vivace, molto aromatica, particolare delle rive marine, come il bell'Erinzio marittimo {Eryngium maritimum L.), che si sono adattate su un suolo e in un'atmosfera carichi di cloruro di sodio. Queste piante assai interessanti, che danno ancora a qualche nostra spiaggia, dunosa o rocciosa e a qualche stagno costiero la purezza del loro carattere selvatico originale, malgrado gli sforzi dello Stato e delle municipalità marittime per trasformarli in orrendi formicai di cemento armato, hanno una loro particolarità biologica, che permette loro di resistere sia all'aridità e all'eccesso di salinità, che non sono sopportati da altri vegetali. Poche fra esse d'altronde hanno un reale bisogno di sale, e il loro adattamento a un simile ambiente sembra spesso un mezzo per sottrarsi alla concorrenza di altre specie rustiche: così alcune fra esse possono venire coltivate in giardino dove, senza deperire, abbandoneranno a poco a poco i loro mezzi di difesa, come la pelosità (contro l'evaporazione), foglie carnose (contro la sete), forme tarchiate (contro il vento).
La nostra pianta ha scelto delle foglie ritagliate come fette carnose, molto succose, che hanno delle ombrelle a raggi numerosi (dieci, venti), spessi, striati, con fiori di un bianco verdastro. Queste caratteristiche, il suo aroma e il suo habitat particolare, la rendono immediatamente riconoscibile.

PROPRIETÀ.
La radice, le foglie, i frutti hanno le proprietà delle altre Ombrellifere aromatiche: sono aperitivi, stimolanti, diuretici. Secondo Lavini (1882), il succo fresco sarebbe un buon vermifugo. Bisogna convenire che si tratta di un Semplice assai poco conosciuto, il cui odore e il cui sapore lasciano intravvedere delle proprietà, e che merita di venire studiato. Il modo migliore di servirsene è senza dubbio quello di mangiarlo crudo.
Dotato di un sapore forte, molto particolare, piccante, leggermente salato, il Finocchio marino è un condimento conosciuto da molto tempo, e curiosamente sdegnato ai nostri giorni. (Thore, nel. 1803 scriveva: «Sta diventando ogni giorno più raro, perché gli abitanti delle rive marine lo mangiano dopo averlo messo in aceto»). Vengono utilizzate le foglie fresche, tritate, nelle insalate, le minestre d'erbe, le salse piccanti e soprattutto messe in aceto come i funghi o i capperi. (Dopo aver raccolto le foglie, lasciatele un po' all'aria perché perdano una parte della loro acquosità vegetativa, poi mettetele in un vaso di terracotta con una manciata di sale, qualche rametto di Dragoncello e due Peperoni verdi. Annaffiate il tutto con aceto di vino bollente, e dopo una notte di macerazione, rinnovate l'operazione con lo stesso aceto rimesso a bollire. Poi tappate il vaso ermeticamente). Secondo Bosc (1821), in qualche villaggio sulle rive del mediterraneo di queste foglie così preparate, si faceva commercio.
La coltivazione di questa pianta è possibile, se il clima è dolce, perché non sopporta il gelo, e se è messa a dimora in buona esposizione. Talvolta la si pianta nei vecchi muri, dove vive parecchi anni. Si riproduce seminandola o con le barbatelle, in terra leggera, e non chiede che qualche sarchiatura e di essere annaffiata di frequente durante l'estate. Se l'inverno si facesse troppo freddo, va coperta con paglia o foglie secche.

Indice degli argomenti
Indice Generale
Home-Page