ERBOLARIO
Definizione di FINOCCHIO
Finocchio.
Foeniculum vulgate (Mill.) Gaertner
OMBRELLIFERE.
D'una eleganza più che notevole, questa Ombrellifera verde bluastro, vivace allo stato selvatico, comune in quasi tutta la penisola, anche lungo le strade e nelle prossimità degli abitati, innalza fino a 2 metri i suoi fusti gracili, ornati di larghe foglie, dentellate in filamenti numerosi e sottili come fili, quelle della sommità a picciolo vuoto, membranoso sul margine, più lungo del limbo. Le ombrelle della varietà più diffusa sono grandi, esposte, sprovviste di involucro e di piccolo involucro. I fiori sono gialli e piccini, i frutti oblunghi, un po' glauchi, molto profumati come tutta la pianta.
Distinguerete il Finocchio dall'Aneto per i seguenti caratteri: Aneto, pianta annuale, frutti piatti bordati da un margine sottile e largo, foglie superiori a limbo generalmente più lungo della guaina. Finocchio, pianta vivace e biennale, frutti ovoidali senza margine, foglie superiori a limbo generalmente più corto della guaina. Tutte le parti del Finocchio vengono usate in medicina: esse sono dotate di qualità diverse. Per la raccolta dei frutti, vedere alla voce Aneto (le ombrelle non sono mai mature tutte nello stesso periodo e la loro raccolta va scalata). Le foglie possono essere essiccate per uso di cucina: si devono cogliere un poco prima della fioritura. Le radici vanno strappate in autunno: quelle legnose vanno scartate.
PROPRIETÀ MEDICAMENTOSE.
Semi:
Essi fanno parte dei Quattro Semi Caldi: sono stimolanti, stomatici, aperitivi, carminativi, galattogeni, quindi da tenere sempre in casa. Utilizzati in infusione (deliziosa), nella dose di un cucchiaino da caffè in una tazza d'acqua bollente, bevuta dopo i pasti, i semi di Finocchio sono un'eccellente stimolante delle vie digestive e vengono raccomandati nell'atonia dello stomaco e dell'intestino (per calmarne gli spasimi si darà la preferenza all'Anice). Essi ne rialzano il tono, ne regolarizzano l'azione, combattono la costipazione e sopprimono le flatulenze. Chomel ci dice a proposito dei semi di Finocchio: «A Parigi si fanno infondere quando sono ancora verdi nell'acquavite: il popolo stima molto questo liquore per scacciare le ventosità e guarire dalla colica (voi potete preparare facilmente questo "Finocchino" procedendo come detto per l'Anice).
Come bevanda da regime nella litiasi urinaria, Jean Valnet (1964) raccomanda di bere a volontà la seguente pozione: far bollire qualche secondo un pugno di barbe di Mais in un litro d'acqua. Lasciar infondere, aggiungendovi due cucchiaini da caffè di semi di Finocchio. Lasciar raffreddare e poi filtrare.
La pianta è soprattutto conosciuta come galattogena, e molti medici hanno potuto verificare la verità di questa usanza popolare. Bodard scrive nel 1810: «Noi potremmo citare diversi esempi di madri cui era mancato il latte e che stavano per abbandonare le loro creature ad un latte straniero, nelle quali noi abbiamo potuto richiamare il prezioso flusso del latte, mediante un tè composto in infusione con semi di Finocchio, edulcorato con un po' di radice verde di Liquerizia». Questa pozione, a forti dosi può avere un effetto emmenagogo tra le donne delicate, che dovranno accontentarsi di infondere un cucchiaio raso di semi di Finocchio per ogni tazza, mentre le nutrici in buona salute potranno metterne due o tre cucchiai. Questa pozione è controindicata in tutti i casi di irritazione delle vie digestive. La Scuola di Salerno faceva gran caso di questa pianta e, a tale proposito, darò la parola a Meaux di Sadnt-Marc, traduttore diligente dei salernitani, che inspira una sorellina della musa dell'abate Delille: «Il seme di Finocchio sciolto nel vino, Rianima, eccita un'animo preso dall'amore, Del vegliardo ringiovanito sa destare l'ardore, Dal fegato e dai polmoni scaccia il dolore; Dello stesso seme l'uso salutare Bandisce dal ventre il vento che lo devastava». (L'ultima perifrase interpreta il testo originale in modo molto castigato: Setnen foeniculi pellit spiracula culi).
Radice:
Essa è fortemente diuretica: vedremo il suo impiego a proposito del Sedano, nello Sciroppo delle Cinque Radici. Essa è molto utile, come tutta la pianta fresca, contro la ritenzione di orina, l'oliguria che si accompagna all'influenza, la congestione polmonare ed altre malattie acute, la renella, le nefriti: infusione della «radice da trenta a sessanta parti per litro d'acqua bollente: lasciare in infusione all'incirca per un'ora.
Quand'è possibile usarla fresca e sminuzzata: un cucchiaio da minestra per tazza. Si potranno associare le radici di Finocchio (15 grammi), le bacche di Ginepro schiacciate (15 grammi), le sommità di Erica (10 grammi) e quelle della Regina dei prati (10 grammi) in un'infusione utile nei casi sopra citati e nei reumatismi: tre tazze al giorno nei casi cronici.
Uso esterno.
La pianta fresca, sminuzzata e un po' cotta, si applica sui seni enfiati e infiammati. Si potranno mescolare in parti uguali foglie di Sedano e foglie di Finocchio bollite nello strutto (vedere la voce Sedano). Gli antichi la credevano adatta a rinforzare la vista e gli omeopati la usano ancora con questo scopo: si può,in ogni caso, utilizzarne la decozione. Perylhe (1804) dice che la sua acqua distillata è molto usata nei colliri e Alexandre (1716) scrive «che per avere un'acqua oftalmica eccellente... si tagliano i capi del Finocchio, poi si riempiono di zucchero in polvere le cavità dei fusti, il quale si riduce in acqua durante la notte, che va raccolta al mattino».
USI ALIMENTARI E AROMATIZZANTI.
I semi di Finocchio si usano come quelli del Carvi per aromatizzare formaggi, crauti, carni, ecc, come quelli di Anice nella pasticceria e nella fabbricazione dei liquori. Le foglie fresche o essiccate profumano gradevolmente il brodo per cuocere i pesci, e si avvolgono intorno al pesce alla griglia con fuoco di legna (l'ideale è di gettare sulla brace qualche manciata di fusti secchi): la spigola, la triglia, l'anguilla sono pesci particolarmente adatti a questo genere di aromatizzazione. Tranciato molto sottilmente, esso rende deliziosa la più insipida delle insalate. I pomodori, i cocomeri, le patate all'olio gli si adattano molto bene. Le foglie fresche facilitano la digestione dei farinacei, e voi ne cospargete i fagioli tritati col Prezzemolo. I giovani fusti del Finocchio dolce {Foeniculum dulce Miller), specie coltivata, possono prepararsi in insalata, e i suoi piccioli carnosi, riuniti in una specie di bulbo sono un eccellente legume, assai poco usato in Francia e molto in Italia. Sono facili da prepararsi stufati, sopra uno strato di cipolle dorate all'olio d'Oliva, e conditi con un po' di Timo o d'erbe di vostro gusto; oppure al forno, dopo essere stati bolliti, ricoperti da una besciamella profumata col Timo o con la Noce moscata, e cosparsi di parmigiano grattato.
In Provenza, una volta, si usavano le ceneri di Finocchio nel lavaggio delle Olive. Ignoro se esse comunicavano alle Olive un sapore particolare.
COLTIVAZIONE.
Il Finocchio richiede un terreno leggero, calcareo-marnoso, ricco, profondo, un po' fresco e in buona esposizione. Lo si semina in primavera «stando la luna nuova», dice Olivier de Serres, in vivaio e lo si trapianta, lasciando a ogni piede uno spazio intorno di 80 centimetri, quando le pianticelle sono abbastanza cresciute. Il terreno deve essere tenuto pulito. Si può anche seminarlo direttamente, in autunno, non appena i semi siano stati raccolti.
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