ERBOLARIO
Definizione di FRAGOLA SELVATICA
Fragola selvatica.
Fragaria vesca L.
ROSACEE.
Tutti conoscono la deliziosa Fragola selvatica, che cresce copiosamente nei boschi, nei luoghi erbosi, specialmente nella zona submontana ed alpina della penisola e nelle isole. Non giudicherei necessario descriverla se non fosse talvolta confusa, prima che fruttifichi, con la Potentilla Fragariastrum Ehr, chiamata Fragola matta. Rosacea molto vicina, che però non da che frutti secchi. Esse hanno in comune: foglie trifogliate; fiori bianchi a cinque petali separati e numerosi stami; calice a cinque sepali doppiati da un secondo calice (calicetto) ugualmente a cinque divisioni: radice che emette degli stoloni. Esse tuttavia differiscono per i seguenti caratteri:
Fragola: petali ovali, foglioline sessili, quelle centrali raramente rette da un picciolo corto, bianche e un po' argentate al di sotto. Pianta poco pelosa.
Potentilla: petali a cuore; foglioline tutte tre con picciolo, argentee e setose al di sotto. Pianta molto pelosa.
La medicina dei Semplici utilizza le foglie, la radice, e senz'altro i frutti profumati, dono delle nostre passeggiate nei boschi, che sono formate in realtà dal ricettacolo divenuto carnoso e succulento a maturazione, che reca sulla sua superficie dei numerosi piccoli frutti secchi che la scienza chiama "acheni" e che i consumatori, anche se botanici, riunendo in un nome generico tutto ciò che, in un frutto, è capace di alloggiarsi in una sporgenza cava, chiamano "granelli". La Fragola coltivata, di cui si conoscono diverse migliaia di varietà, è evidentemente quella che da sola autorizza le cure con i suoi frutti. Si darà la preferenza a quelli di media grossezza e profumati, più che ai frutti grossi e acquosi. Le foglie e le radici andranno raccolte dove crescono spontaneamente.
PROPRIETÀ MEDICAMENTOSE.
Il rizoma (raccolto in primavera prima della comparsa delle foglie) e le foglie (colte prima che compaiono i fiori) sono diuretici e astringenti. La loro decozione (da 30 a 60 grammi per un litro d'acqua, colora l'orina di rosa e le feci di rosso) è utile nelle diarree da ipersecrezione intestinale, trascorso lo stato acuto, nella dissenteria, nell'ematuria. Nella dissenteria grave si utilizza con successo il "rimedio di Blackburn", medico americano del secolo scorso: far bollire in un litro d'acqua 15 centilitri di buona acquavite, 375 grammi di foglie verdi, fino a quando il liquido sia ridotto a 55 centilitri (un cucchiaio da caffè o da zuppa ogni tre ore). La decozione, per gargarismi, è efficace contro l'angina. Semplicemente infuse, le foglie danno un tè indigeno dal gusto gradevole, che si può aromatizzare con cannella o vaniglia: questa bevanda di cui si può far uso regolare, è diuretica e depurativa.
La Fragola, frutto delicato e delizioso, è un alimento di grande ricchezza e di un reale valore terapeutico. I suoi minerali: fosforo, calcio, ferro (più di un grammo di quest'ultimo per un chilo di frutta, secondo Binet) è da raccomandarsi molto ai tubercolotici e agli anemici.
Per il suo tenore in acido salicilico e per il suo potere analizzante, la Fragola è molto salubre per i gottosi, e sono noti parecchi esempi di malati (Linneo stesso) che facendo delle cure prolungate con questo frutto, hanno potuto preservarsi dagli attacchi dolorosi ai quali andavano soggetti. Lo zucchero che essa contiene in quantità (soprattutto quella coltivata), diverso da quello del commercio, è permesso ai diabetici. La Fragola ha d'altro canto la proprietà di far abbassare la tensione arteriosa, quindi gli ipertesi trarranno vantaggio sicuro da uno dei più gradevoli trattamenti con le piante! La cura di Fragole consiste nel prendere ogni giorno da 350 a 500 grammi dei suoi frutti, come merenda.
È noto che le Fragole producono in parecchie persone dei fenomeni di intolleranza che si manifestano con eruzioni cutanee: lo studio delle allergie spiegherà senza dubbio la ragione di questo fastidioso rovescio della medaglia. Succede tuttavia che le reazioni dell'organismo si attenuino con l'età.
È appena necessario accennare qui all'impiego di questo frutto in cucina, nelle gelatine, come sciroppo, nelle torte. Più sopra ho detto che l'infusione di foglie da un tè gradevole e salubre. Alcuni non mangiano mai una Fragola, senza prima averci girato sopra un quarto di giro del macinino del pepe: pare che il pepe ne esalti il sapore.
COLTIVAZIONE.
I manuali di orticoltura vi insegneranno come trattare la Fragola coltivata. La Fragola selvatica merita anche essa il suo posto nell'orto, non in aiuola, perché è invadente e poco produttiva, ma su qualche lato esposto ad est o ad ovest, per esempio, dove allungando ogni anno i suoi stoloni, essa ricoprirà presto una vasta superficie, dove i bambini avranno la gioia di andarle a raccogliere. Sarà sufficiente che trapiantate qualche piede selvatico, in primavera o in autunno, per ornare il vostro orto con le Fragole di bosco. Qualche pulizia, l'eliminazione di stoloni (potrete ripiantare i nodi infogliati e radicati), accresceranno tuttavia la produzione e la grossezza dei frutti.
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