ERBOLARIO

Definizione di GALLIO

Gallio.
Galium verum L. 
RUBIACEE.

Di Luglio, lungo i sentieri, un odore di miele, talvolta intenso da riuscire persino sgradevole, annunzia la presenza del Gallio, il gentile Caglio, o Presuola, tutto spumeggiante con i suoi fiori minuscoli, color burro, in pannocchia. I larghi colletti delle foglie dell'Asperula, qui sono sostituiti con dei verticilli di foglie filiformi, lucenti, di un verde scuro, lunghi da 1 a 3 centimetri e riuniti ad otto o dodici intorno ad uno stesso punto del fusto. I fiori, in pannocchia oblunga e densa, sono molto numerosi. La forma delle sue foglie e il portamento dei suoi fiori, individuano il Gallio dalle specie vicine. Esso è comune in tutta la penisola dal mare alla zona montana, nei terreni erbosi, e fiorisce in estate.

RACCOLTA.
Si raccolgono le sommità fiorite al momento della fioritura, di buon mattino, se ne compongono dei mazzetti che vanno appesi in granaio lungo un filo. L'essiccazione deve, essere rapida. La pianta, anche conservata in barattoli ben tappati, non dura più di un inverno. A differenza dell'Asperula, i fiori del Gallio emanano, essiccandosi, un profumo più gradevole.

PROPRIETÀ MEDICAMENTOSE.
Vantato in passato contro l'epilessia, specialmente da Emmanuel Koening, e usato tradizionalmente nella Catalogna contro questa malattia, il Gallio possiede delle reali qualità antispasmodiche, ma troppo poco accentuate per combattere contro "il male di San Valentino", ma perfettamente utilizzabile nei disturbi leggeri: gastralgie, emicranie, nervosismo ecc... (infusione da 30 a 60 grammi di pianta secca in un litro d'acqua). Chomel assicura che il succo fresco, somministrato a cucchiai, è un rimedio sperimentato «contro le convulsioni dei bambini». Lo si è detto efficace anche nelle affezioni scrofolose, sia per uso interno per lottare contro le cause del male, sia all'esterno contro le ulcerazioni delle ghiandole.

Uso esterno.
In decozione concentrata, il Gallio è stato per molto tempo usato nella pratica popolare contro le affezioni della pelle e della rogna: Taber-naemontanus (1588) lo raccomandava nella tigna dei bambini. Il succo della pianta fresca è più attivo: se ne fa una pomata mescolandolo con lo strutto contro le dermatosi ribelli.

ALTRI USI.
Il Gallio caglia il latte, dandogli una leggera tinta gialla e un sapore particolare, debole ma delicato. Basta far infondere qualche pannocchia fiorita nel latte che rapprende più o meno rapidamente, a seconda della temperatura ambientale (è un metodo molto poco sicuro). In Inghilterra lo si adopera tradizionalmente nella fabbricazione del formaggio Chester.
La radice, come quella della Robbia, tinge la lana di rosso. Le sommità fiorite, trattate con l'allume, la colorano di arancio. Il Gallio bianco, {Gallium mollugo L.), altrettanto comune che il precedente, dai fiori bianchi in pannocchie folte, dal fusto quadrato, più o meno rampicante, rigonfio ai nodi, non fornito di appigli come quelli della Lappola, può essere utilizzato come il Gallio, per la preparazione del latte cagliato

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