ERBOLARIO

Definizione di IPERICO

Iperico.
Hypericum perforatimi L. 
IPERICACEE.

Erba solare per eccellenza, Erba di San Giovanni, «la bella giornata in cui tutti gli amanti si ritrovano», l'Iperico luccica con tutti i suoi fiori dorati sull'orlo dei sentieri, nei prati asciutti, nei boschi cedui radi, dalla fine della primavera e durante tutti i mesi caldi fino alla fine dell'estate.
L'Iperico è una pianta diritta, senza peli, che sorpassa di rado gli 80 centimetri di altezza, mantenendo tuttavia una media che si aggira intorno ai 40 centimetri.
I suoi fusti saldi e ramificati hanno su tutta la loro lunghezza due linee laterali sporgenti, che recano delle foglie opposte, intere, ovali sessili, con punti neri lungo il margine e picchiettate di numerosi punti trasparenti, ben visibili contro luce (sacche di essenza). I fiori, di un giallo dorato, sono numerosi. Sbocciano quasi al medesimo livello, sulla sommità dei ramoscelli. I loro cinque petali sono asimmetrici, lisci lungo un margine e dentellati sull'altro. Essi hanno, come i sepali, delle piccole glandole piene di un succo rosso. Gli stami sono numerosi e raggruppati in tre fasci. Il frutto è una capsula a tre corna che contiene dei semi alveolati.
Fiori gialli, regolari, stami numerosi riuniti in fasci, da tre o quattro stili, frutto a forma di capsula o di bacca, foglie opposte e verticillate sono i caratteri principali delle nostre Iperacee. Nei parchi viene coltivato sovente un bell'Iperico originario del Mediterraneo orientale, l'Iperico a grandi fiori {Hypericum calycinum L.) le cui corolle larghe 8 centimetri si aprono a lieve altezza dal suolo, sopra un tappeto di foglie scure e lucenti.

RACCOLTA.
Ho parlato, nell'introduzione, su ciò che giustifica la raccolta dell'Iperico a San Giovanni, il ventiquattro giugno, a mezzogiorno. Se la pioggia o un'altra ragione impedisce di raccoglierlo in questo giorno, sceglierete un'altra bella giornata di sole, preferenza in giugno, per fare la vostra provvista per l'inverno. Per la macerazione in olio, che è la preparazione più importante dell'Iperico, è preferibile usare le sommità fiorite fresche. L'essiccazione delle sommità sospese in ghirlande stese su graticci, si fa nel granaio, o comunque in un posto riparato.
I fiori devono conservare il loro colore e il loro aroma. L'Iperico va rinnovato ogni anno.

PROPRIETÀ MEDICAMENTOSE.
L'Iperico o Millebuchi, deve il suo nome alla qualità di glandole che punteggiano le sue foglie. Questi pertugi, al pari del succo resinoso che riempie le glandole nere del calice e dei petali, non potevano non colpire Paracelso (XVI secolo) e i suoi discepoli, che ne fecero, in virtù del principio delle rassomiglianze (vedere la voce Celidonia), lo specifico delle ferite e delle piaghe di diversa natura. L'Iperico, il cui aroma balsamico somiglia a quello dell'Incenso, fu anche famoso col nome di Fuga daemonorum, come molto adatto a cacciare i demoni e gli altri spiriti delle tenebre (essi hanno, come ognuno sa, orrore delle creature solari e dei profumi di santità) dalle case dove spargono il disordine, e anche dalle anime che riescono ad asservire. Dopo la straordinaria fama che godette per diversi secoli, celebrità sovente eccessiva perché quest'erba, come qualunque altra, non è la panacea, dopo aver cicatrizzato i più gloriosi colpi di sciabola, come le stoccate dei grassatori da strada, ed aver figurato nella composizione della Teriaca, del Mitridate, dell'unguento "martiatum" e dell'Olio di scorpione Composto, l'Iperico, sdegnato nel secolo scorso, ha trovato il suo vero posto fra i fitoterapeuti moderni.

Uso interno.
L'Iperico è un buon balsamico nelle affezioni catarrali polmonari croniche, che costituiscono la sua principale indicazione. Cazin, che nega curiosamente l'efficacia di quest'erba all'esterno, se ne è servito con vantaggio nell'asma e nella cistite cronica. È soprattutto in questa ultima malattia, che la pianta gli ha dato ottimi risultati. «L'infusione di Iperico», egli scrive, «a dosi più o meno frequenti era sopportata agevolmente e conduceva in pochi giorni ad un notevole miglioramento» (infusione da 15 a 30 grammi di pianta secca per litro di acqua bollente: da due a tre tazze al giorno).

Uso esterno.
È all'esterno che tuttavia l'Iperico è particolarmente prezioso. Le sue qualità vulnerarie non sono usurpate, come attestano i fitoterapeuti moderni più accreditati. Lo si impiega con sicuro successo, sotto forma di macerazione oleosa, sulle scottature, le ulcere, le piaghe di diversa specie (quest'ultime dopo la pulizia con acqua bollita). L'Iperico, il cui primo uso esterno è contro le ustioni, calma il dolore e favorisce in modo rimarchevole la riparazione dei tessuti.
Il miglior topico è in questi casi l'olio d'Oliva, nel quale si siano fatte macerare le sommità dei fiori freschi. Quest'olio di Iperico, famoso da secoli, può essere preparato in diverse maniere. La più semplice consiste nell'esporre al sole una bottiglia o un vaso ben tappati contenente l'olio in cui sono immerse le sommità: si replica l'infusione aggiungendo nuove foglie nello stesso olio, dopo aver scolato bene quelle vecchie che vengono tolte, fino a quando l'olio appaia di un bel rosso cupo. Un altro metodo più rapido, è quello che suggerisce Chomel (e che Ledere consiglia): durante tre giorni far macerare al sole 500 grammi di sommità appena colte e grossolanamente tritate in un litro di olio d'Oliva e mezzo litro di vino bianco o rosato: far in seguito bollire il miscuglio a bagno maria fino alla totale evaporazione del vino. Per assicurare una buona conservazione dell'olio di Iperico, è necessario suddividerlo in piccoli flaconi, che rappresentino ciascuno la dose di una medicazione (da 10 a 20 grammi).
Questo stesso olio era usato popolarmente e assai diffusamente contro i dolori reumatici, la sciatica, le slogature, le lussazioni, le echimosi, ecc. Chomel dice di essersi servito con successo contro i dolori reumatici, di un alcolico così preparato: durante un mese esporre al sole una bottiglia d'acquavite ben tappata contenente dei fiori freschi di Iperico. Quando il liquore assume un bel colore rosso, filtrarlo e sciogliervi della Canfora nella dose di 15 grammi per litro. Frizionare sui punti dolorosi.

ALTRI USI.
I liquori fatti in casa, esposti al sole e nelle cui bottiglie si siano fatti infondere due o tre ramoscelli di Iperico, assumono un color rosa o rosso gradevole per l'occhio e inoffensivo per lo stomaco.
Fleury de la Roche, da questa ricetta di un Ratafià di Iperico. Per quindici giorni far infondere al sole 15 grammi di fiori secchi, e un limone tagliato a pezzi in un litro d'acquavite. Passate comprimendo, zuccherate a volontà. Questo liquore è aperitivo e digestivo.

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