ERBOLARIO
Definizione di LAVANDA OFFICINALE
Lavanda officinale.
Lavandaia officinalis Chaix.
LABIATE.
La Lavanda officinale, che l'asinello grigio porta nei suoi panieri per i marciapiedi delle città, è più conosciuta ai nostri giorni per il suo profumo, per la sua essenza, che per le sue proprietà medicinali. Essa è tuttavia un antispasmodico dotato di un reale potere, e un diuretico sperimentato: come la maggior parte delle Labiate aromatiche essa è inoltre tonica.
PROPRIETÀ MEDICAMENTOSE.
Classificata nel XVIII secolo tra le "piante cefaliche", la Lavanda era allora usata, come il Rosmarino, contro le malattie nervose. La sua infusione, preparazione la più semplice e la meno costosa (50 grammi di sommità essiccate in un litro di acqua bollente, lasciar in infusione per dieci minuti: da tre a quattro tazze al giorno, distante dai pasti), è efficace nelle emicranie (soprattutto quelle di origine digestiva, ove si associano le virtù stomatiche e antiputride della pianta. Le persone soggette alle digestioni difficili con flatulenze e pesantezza di capo, si troveranno bene prendendo, dopo i pasti, una tazza di questa infusione, alla quale si può aggiungere il Puleggio e il Timo), nelle vertigini, gli spasmi diversi, l'asma, la tosse asinina, la laringite, la bronchite cronica, in cui essa agisce come calmante e antisettico. Le sue virtù diuretiche e sudorifere si associano felicemente alla sua azione sedativa nelle malattie infettive, principalmente nelle febbri eruttive (Henri Ledere). La Lavanda è pure una pianta utile nell'influenza, malattia in cui gli antibiotici non hanno assolutamente nessun effetto, se non quello di diminuire le capacità di resistenza proprie dell'organismo, e provocando una specie di assuefazione fra i germi patogeni, rendendoli inoperanti in caso di reale gravità. Nelle malattie infettive, soprattutto nelle febbri eruttive, Ledere raccomanda questa «Tisana dei cinque fiori», diuretica e diaforetica: Fiori di Lavanda: 10 grammi Fiori di Calendula: 5 grammi Fiori di Borragine: 5 grammi Fiori di Ginestra: 5 grammi Fiori di Viola del Pensiero selvaggia: 5 grammi Un cucchiaio da minestra per tazza di acqua bollente, lasciando in infusione per dieci minuti. Da tre a quattro tazze al giorno.
Uso esterno.
Benché si utilizzi principalmente l'essenza, il decotto di trenta parti per mille (far bollire qualche minuto e lasciare in infusione per dieci minuti) si impiega come quello di Rosmarino contro le contusioni, le slogature, le distorsioni, i 'dolori reumatici (in quest'ultimo caso assieme all'olio di Iperico e quello di Camomilla). L'essenza ottenuta per distillazione e l'alcolato (macerazione dei fiori nell'alcool: 100 grammi per 1/2 litro di acquavite o alcool a 30°; lasciar macerare per quindici giorni e poi filtrare) sono dei vulnerari efficaci, che si possono impiegare sulle ulcere, le piaghe, e certe malattie cutanee. Contro la tigna, si frizioni il cuoio capelluto. Diluita, l'essenza si è dimostrata benefica nei gargarismi contro la paralisi della lingua. Mescolata col Timo e il Rosmarino, la Lavanda entra 'nella composizione di bagni fortificanti e calmanti. Il decotto, una manciata di sommità in un litro di acqua, si utilizza come irrigazione nella leucorrea.
La Lavanda avrebbe delle proprietà antivelenose: secondo Jean Valnet (1964) i cacciatori delle Alpi, «quando i loro cani vengono morsi da una vipera... colgono della Lavanda, la stropicciano e strofinano con essa i cani morsicati. Il veleno è immediatamente neutralizzato».
USI DIVERSI.
L'essenza, l'alcolato di Lavanda, scaccia i pidocchi del capo e gli insetti parassiti dagli armadi. I piccoli sacchetti di fiori secchi che si pongono nella biancheria, sono d'uso ancora molto diffuso. Si possono mischiare ai fiori di Lavanda quelli dell'Assenzio e della Camomilla. Una volta si strofinavano i piedi dei letti con un po' di essenza, per impedire alle cimici le loro ascensioni notturne.
I fiori, o qualche goccia di essenza, profumano gradevolmente i bagni. I romani ne facevano gran uso, sia nei bagni, quanto nel bucato. Il nome di Lavanda deriva d'altronde da lavare.
Potrete ottenere una gradevole Acqua di Lavanda per la toilette, facendo macerare durante un mese 60 grammi di fiori freschi in un litro di alcool a 32°.
Nell'alta Provenza, nel Dròme e nelle Basses-Alpes, si incontrano spesso vicino a posti dove si trova acqua, delle strane costruzioni in ferro e lamiera: si tratta di rustiche distillerie di Lavanda. I fiori tagliati sopportano poco di essere trasportati, e occorre ricavarne l'essenza al più presto. Una volta, degli alambicchi smontabili percorrevano il paese a dorso di asino e venivano istallati vicino alle sorgenti, dove gli agricoltori portavano i fiori appena raccolti. Questi metodi artigianali oggi tendono ad essere sostituiti con metodi di distillazione a vapore che consentono un miglior rendimento e, sembra, di ottenere un prodotto migliore.
La Lavanda è d'altro canto più ricca di essenza migliore quando cresce su terreni aridi e bene esposti, vale a dire che è la sola coltura remuneratrice possibile in diverse regioni aride. Si coltiva, nella maggioranza dei casi, una varietà che cresce nei luoghi più o meno ombreggiati e che, pur avendo un profumo meno soave, è più ricco di esteri. Come per la vite, esistono d'altronde un gran numero di "crus" di Lavanda, le cui qualità dipendono dall'altitudine, dal suolo, dal sistema di coltivazione, e naturalmente dalla varietà coltivata. Colin Clair, nel suo «Dizionario delle Erbe e delle Spezie», la cui traduttrice chiama per sbaglio "Aspic" e "Spie" la Lavanda officinale, mentre questi nomi si riferiscono alla specie di cui parlo più avanti, assicura che «i migliori estratti di Lavanda sono quelli che si distillano con fiori ottenuti da piantagioni di barbatelle inglesi». Ma se il Surrey produce una grande quantità di Lavanda ottenuta da ceppi importati, l'essenza inglese contiene perfino dieci volte meno di esteri di quella francese più fina.
Col nome di Lavandine vengono chiamate un certo numero di varietà locali selezionate, nelle quali qualche autore scorge degli ibridi tra la Lavanda officinale e lo Spigo. Queste piante, spesso molto robuste, possono rendere da otto a dieci volte in più di essenza della vera Lavanda, ma è assai meno delicata.
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