PROVERBI
Definizione di CANE
CANE.
Cane mogio e caval desto.
Mentre il cane si gratta, la lepre scappa.
Carezze di cane, di sgualdrine e invito di oste, non è poco quello che costano.
Il cane rosicchia l'osso perché non lo può masticare.
I cani abbaiano a chi non conoscono.
Al cane vecchio la volpe sputa in faccia.
Chi dorme coi cani, si alza con le pulci.
Cane addormedtato e cavallo sveglio.
Il cane del fabbro dorme al rumore del martello e si desta a quello delle
ganasce.
Botte e pane fanno il cane.
I cani sentono la traccia del padrone.
Tutti i cani muovono la coda e tutti gli sciocchi voglion dir la loro.
Fortunato come i cani in chiesa.
E come il cane dell'ortolano che non mangia la frutta e non la lascia mangiare
agli altri.
Cane amoroso, sempre velenoso.
Cane che abbaia non morde.
Chi tocca il cane, tocca il padrone.
Non si possono raddrizzar le zampe ai cani.
Chi tocca il can che giace, ha qualcosa che non gli piace.
Un cattivo cane rode una buona corda.
Placato il cane, facile è rubare.
Anche il cane col dimenar la coda si guadagna le spese.
Non dar del pane al cane ogni volta che dimena la coda.
Bisogna rispettare il cane per il padrone.
Chi ama me, ama il mio cane.
Il cane si alletta più con le carezze che con la catena. .
È meglio un cane vivo che un leone morto.
Chi non ha pietà per il cane, non ne ha per gli uomini.
Cani e villani non chiudono l'uscio.
A can che lecca cenere, non affidar farina.
Il cane vecchio non si abitua più alla catena.
Il cane non abbaia per la casa, ma per se stesso.
Il cane vecchio non abbaia invano.
Quando il cane sale sul cuscino vuol giacere nel letto.
L'ingordo cane che due lepri caccia, ben presto d'ambedue perde la traccia.
Il can che abbaia, corre e salta in chiesa, raro è che esca con la schiena
lesa.
Cerca la preda al cacciatore il cane, e n'ha in compenso poco e rozzo pane. _
Il cane che ha rubato il lardo al cuoco, si tien la coda fra le gambe al fuoco.
Cane e gatta tre ne porta e tre ne allatta.
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