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Chiesa dei Gesuiti
facciata

Sant'Ignazio di Loyola visitò la prima volta nel 1523 la città di Venezia per imbarcarsi come pellegrino per Gerusalemme. Ci tornò nel 1535 con un gruppo di amici che già si faceva chiamare la Compagnia di Gesù, e qui fu ordinato sacerdote. Bastarono due anni per seminare bene in laguna e avere un grande seguito. Partì per Roma nel 1537. A causa dei dissidi fra Papa Paolo V e la Serenissima, nel 1606 ci fu l'Interdetto, divieto di officiare riti religiosi a Venezia, e come conseguenza l'espulsione dei Gesuiti fino al 1657. In quegli anni Venezia era impegnata in una logorante guerra ai Turchi, e Papa Alessandro VII decise di donarle i beni dei Crociferi, ordine nato per assistere i Crociati e da questo Papa soppresso. Venezia poi vendette per cinquantamila ducati ai Gesuiti l'intero complesso donatele, costituito da una chiesa un ospedale e un convento. Ma per i Gesuiti la vecchia chiesa dei Crociferi non era sufficientemente grande. Così nel 1715 la abbatterono e costruirono il loro tempio. La chiesa prenderà il nome di Santa Maria Assunta, in onore della Madonna, e sarà finanziata dalla famiglia friuliana Manin, famiglia patrizia dal 1651. La chiesa sarà consacrata nel 1728.

- La Chiesa
AltareLa volta
Interno

La maestosità degli interni di questa chiesa. I Gesuiti a Venezia identificarono in Domenico Rossi, autore anche della Chiesa di San Stae l'architetto ideale per realizzare l'opera di cui neccessitavano. Non fu un compito semplice per il tecnico visto che doveva seguire schemi rigidi, che per i committenti ricordavano il Concilio di Trento.La facciata è divisa in due ordini, quello inferiore si poggia su otto colonne sulle quale poggia l'architrave mossa e spezzata del secondo ordine. Le colonne sorreggono delle otto statue, che con quattro entro altrettante nicchie rappresentano i "Dodici apostoli". Altre quattro statue, ai lati del portone, rappresentano "San Giacomo Maggiore", "San Pietro", "San Paolo", "San Matteo Evangelista".
Il tutto è sovrastato dall'opera di Giuseppe Torretti l'"Assunzione della Vergine Maria", posta sopra il timpano. In tempi recenti è andato persa l'opera di Francesco Bonazza. Un drappo color verde e bianco di marmo, posto di fronte la finestra centrale.
La pianta della chiesa è tipica delle chiese dei Gesuiti, a croce latina, con tre cappelle per parte nel braccio più lungo. Transetto e presbiterio a fondo piatto affiancati da due, altre, cappelle.
Le sei cappelle ai lati della navata sono fra loro separate in piccoli ambienti, una volta dedicati alle confessioni.
Fra la seconda e la terza cappella, il bellissimo pulpito di Francesco Bonazza, e lungo tutto il corridorio i "corretti", grate da cui si affacciavano gli ospiti del onvento.
La navata della chiesa si restringe di fronte l'altare, dedicato alla Santissima Trinità, grazie alla presenza di quattro pilastri che sorreggono la volta a crociera.
Del 1725 -1731 il bellissimo effetto a due colori, bianco e verde, dei marmi e dei pavimenti.
Decorano i soffitti gli affreschi di Louis Dorigny, "Angeli musicanti in gloria", datato 1720 nel presbiterio, "Il trionfo nel nome di Gesù", del 1732, nel soffitto a cruciera, e Francesco Fontebasso "Abramo che adora i tre angeli", e la "Visione di San Giovanni Evangelista", sul soffitto della navata.
Del 1734.
Il presbiterio è circondato da statue di cherubini, angioletti, angeli e arcangeli di Giuseppe Torretti.
Di Giuseppe Pozzo è l'altare, in esso si notano dieci colonne sormontate da una cupola bianca e verde.

Opere
- Martirio di San Lorenzo di Tiziano, 1557;
- Madonna col Bambino di Andrea dall'Acquila, 1604;

assunzione
- Assunzione di Maria di Jacopo Tintoretto, 1555;

- Monumento funebre al Doge Pasquale Cicogna di Gerolamo Campagna;
- Spirito Santo con Maria di Antonio Balestra, 1704;
- Santa Barbara di Giovanni Maria Morlaiter;
- Monumento funebre alla Famiglia De Lezze di Jacopo Sansovino, seconda metà del XVI secolo;
- Nella sacrestia sono ospitati ben venti dipinti di Jacopo Palma il Giovane. Fra questi il "Martirio di San Giovanni Battista fra San Lanfranco e San Liberio", del 1610, che un tempo era posto nella cappella dell'Arte dei Varoteri. (Pellicciai).

Il Campanile
Il campanile è quasi interamente quello che venne eretto per la chiesa dei Crociferi, l'unico particolare del settecento è la cella campanaria.
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