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Chiesa di San Pietro di Castello

Situata non lontano dai bacini dell'Arsenale, fu cattedrale di Venezia sino al 1807, quando il titolo passò a San Marco.
Qui esisteva, sin dal sec. VII, una chiesa dedicata ai SS. Sergio e Bacco, rifabbricata (sembra) dal Vescovo Magno in onore di S. Pietro: in onore dell'isola, venne chiamata S. Pietro di Castello. Divenuta nel 774 sede vescovile della nuova Diocesi di Olivolo, nel IX secolo la chiesa fu rifondata dal vescovo Orso Partecipazio e ridedicata a san Pietro apostolo.
A partire dal 1630, per celebrare la liberazione dalla peste, e sino alla caduta della Repubblica, la Serenissima Signoria svolgeva un annuale pellegrinaggio nella basilica l'8 gennaio.
Dopo varie ricostruzioni subì un totale rifacimento ad opera di Francesco Smeraldi (su progetto della facciata di Andrea Palladio del 1556) e di Giorgio Massari (1745). La basilica di Castello rimase titolare finché nel 1807 la sede patriarcale fu trasferita nella Basilica di San Marco e San Pietro divenne concattedrale.
La chiesa fu colpita da due bombe incendiarie che danneggiarono la cupola durante il primo conflitto mondiale.
La facciata di stile classicheggiante è ornata da un bassorilievo ottocentesco raffigurante La Carità, dello scultore Marsili. L'interno è a pianta ovoidale, con soffitto a volta, e contiene opere di Gian Battista Tiepolo, La Fortezza e la Pace e Il Trionfo delle Fede.
All'interno della basilica si conserva il Trono di San Pietro, secondo la tradizione appartenuto all'Apostolo quando era vescovo di Antiochia: in realtà lo schienale è costituito da un'antica stele funeraria islamica, recanti motivi decorativi arabi e incisioni in cufico di versetti del Corano.
A San Pietro sono anche venerate e conservate le spoglie mortali di San Lorenzo Giustiniani, primo patriarca di Venezia.

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