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La prima chiesa di S.Zaccaria fu costruita nel IX sec., fondata all'epoca del dogado di Angelo e Giustiniano Partecipazio, grazie alla generosa donazione del Basileus dei Romani Leone V l'Armeno che inviò il corpo di San Zaccaria , padre di Giovanni Battista, e l'oro necessario all'edificazione dell'annesso monastero benedettino di clausura femminile. Alla messa di consacrazione nell'864 vi fu assassinato il doge Pietro Tradonico e qui vennero forzatamente tonsurati per farne monaci i dogi deposti nei tempi più antichi. I dogi Angelo e Giustiniano Partecipazio fecero aggiungere un monastero di Benedettine, che fu riedificato sotto il doge Orso Partecipazio eletto nel 864, dalla badessa Giovanna che ne era la figlia. Nell'anno 1105 un terribile incendio lo distrusse, insieme alla chiesa, e si racconta che morirono asfisiate più di cento suore, che si erano rifugiate nel sotterraneo ancor oggi esistente sotto l'altare maggiore. Trovò ospitalità in questo convento Papa Benedetto III nell'anno 855 mentre era in fuga dalla violenza scatenata dall'antipapa Anastasio, per gratitudine alle suore Benedettine il Pontefice donò molte reliquie, e si fissò la consuetudine che nel giorno 13 settembre, anniversario della consacrazione della chiesa, il doge si recasse con la Signoria a far visita a questa chiesa. Il monastero accoglieva le fanciulle delle più ricche e nobili famiglie veneziane: molti sono i racconti sulla vita che si teneva in questo luogo, feste e divertimenti non mancavano per queste giovani suore che avevano trasformato il loro parlatoio in un elegante salotto meta di concerti e spettacoli vari, con un continuo "pellegrinaggio" di giovani cavalieri mascherati. Sin dal 1200 era usanza per il Doge recarsi a far visita alla chiesa di San Zaccaria e all'annesso convento nel giorno di Pasqua, quale ringraziamento alla monache che avevano donato parte del loro brolo (orto) allo Stato per consentire l'ampliamento di Piazza San Marco e la costruzione della basilica. Durante tale ricorrenza il principe riceveva dalle monache la cuffia bianca da esse preparata perché la indossasse al di sotto del Corno Ducale. La chiesa attuale è opera quattrocentesca di Mauro Codussi, a tre navate, con volte a crociera, presenta una facciata tripartita da colonne binate e aperta da numerose finestre, in numero decrescente dal basso verso l'alto, sovrastate dal grande timpano ad arco sormontato dalla statua di san Zaccaria.Le opere di decorazione in pietra sono dovute a Antonio Gambello e Luca Taiamonte. Al suo interno le sepolture di molti dogi e opere di notevole tra cui una pala del 1505 opera del Bellini, Vergine col putto in trono, Santi ed Angeli musicanti e dipinti raffiguranti l'Adorazione dei Magi e l'Adorazione dei Pastori e la Visita annuale del Doge alla Chiesa nel giorno di Pasqua. Curiosità: Dal brolo delle monache di San Zaccaria deriva la moderna espressione italiana di broglio, in quanto ancora nella tarda Repubblica di Venezia con tale nome era ricordata una parte della piazzetta antistante il Palazzo Ducale nella quale solevano riunirsi i Barnabotti, membri della nobiltà impoverita, per mettere in vendita il proprio voto nel Maggior Consiglio. |
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