La gondola ed il felze
|
Venezia una città costruita sull’acqua
Mentre in qualsiasi altra città la circolazione dei pedoni deve fare i conti con le esigenze del traffico motorizzato, a Venezia questo problema non è mai esistito: l'intera città è una grande "isola pedonale"! E ciò grazie alla separazione netta delle due viabilità, quella dei mezzi di trasporto, che circolano sull'acqua, e quella delle persone che si muovono a terra. Il traffico dei trasporti non gira attorno alla città, ma vi si insinua dentro, come un'ombra, affiancando la rete di isolette. In questo senso urbanisti famosi, come il francese Le Corbousier, hanno affermato che Venezia è la città più moderna del mondo, dato che i due tipi di viabilità non si intralciano mai, pur correndo fianco a fianco.
La rete delle vie d'acqua, costituita da canali e rii, è totalmente indipendente da quella di terra e spesso non è affiancata da vie pedonali, cosicché offre una visione particolarissima della città. I canali sono i corsi d'acqua più importanti i rii (dal latino "rivus") sono la maggior parte dei corsi d'acqua più interni.
Dall'acqua si possono ammirare particolari prospettive della città e dei suoi edifici e dai rii si colgono alcune caratteristiche architettoniche altrimenti impossibili da scorgere. con uno scafo a motore queste "immagini nascoste" compaiono solo per un attimo o sfuggono all'attenzione, l'imbarcazione ideale per godere della Venezia dall'acqua resta, quindi, la gondola.
|
Breve storia della Gondola
In una città come Venezia, le vie acquee sono sempre state le più usate per i trasporti. La GONDOLA , per le sue caratteristiche di manovrabilità e velocità, è stata, fino all'avvento dei mezzi motorizzati, l'imbarcazione più adatta al trasporto di persone. Nata come mezzo privato per gente di un certo rango, veniva usata sia per spostarsi da una parte all'altra della città (o per recarsi nelle isole viciniori), sia per il piacere di muoversi sull'acqua a bordo di una imbarcazione comoda e silenziosa. In GONDOLA, infatti, si poteva (e si può tuttora!) prendere il fresco nelle calde notti estive, sfoggiare la propria eleganza, conversare con i passeggeri delle gondole vicine, oltre a compiere tutta una serie di usi (ed abusi) che rendevano questa barca meravigliosa. un territorio privato fungente da casa, ma anche da bisca, ambasciata, garçonnière e altro ancora Naturalmente non tutti potevano possedere o noleggiare una gondola per questi usi: il popolo, generalmente, vi saliva per farsi "traghettare" da una parte all'altra di un canale. Per questa esigenza, infatti, venivano usate imbarcazioni a fondo piatto molto simili ai "gondoloni da parada" che si usano oggi per attraversare il Canal grande. Anche ora vi è una distinzione simile: ci sono GONDOLE destinate alla visita della città, al fresco notturno, alle serenate, al famoso "giro in gondola" (sono dette gondole "da nolo", perchè vengono, in pratica, noleggiate) e vi sono le gondole "da parada" adibite all'attraversamento dei canali. La gondola subì molte trasformazioni nel corso dei secoli, sia nella struttura che nelle finiture, e quella che vediamo oggi è l'esito di un lungo processo di evoluzione e di adattamento alle diverse esigenze dei naviganti e alle mutate caratteristiche delle acque. La storia della gondola si intreccia, dunque, con la storia della città.
Questa imbarcazione viene nominata per la prima volta in un documento ufficiale nel 1094. Si tratta di un decreto del doge Vitale Falier che dispensava gli abitanti di una località a sud di Venezia dal fornire una "gondulam". L'origine del nome è alquanto incerta e discussa: alcuni lo fanno risalire al latino "cymbula" (= barchetta) oppure a "cuncula", diminutivo di "concha" (= conchiglia). Altri ricorrono al greco "kundy" (= navicella) o a "kuntò-helas" (= spingere-naviglio). Dei primi periodi non abbiamo alcuna documentazione utile per poterne ricostruire l'aspetto e dobbiamo attendere la fine del '400 - inizi del '500 - per poter avere indicazioni iconografiche di una certa precisione.
|
La fine del '400 e il '500
Alla fine del XV e all'inizio del XVI secolo non vi sono grandi differenze fra le imbarcazioni condotte con "voga alla veneta", perciò è proprio nel '500 che la gondola comincia ad assumere alcune caratteristiche che la distinguono come mezzo destinato prevalentemente al trasporto privato di persone di un certo rango. L'allestimento per i passeggeri appare molto "spartano": due semplici panchette trasversali, prive di imbottiture fisse, una delle quali sfrutta come schienale il trasto di poppa; lo spazio per il gondoliere appare veramente esiguo e lo costringe a posizioni piuttosto instabili. I "ferri" sono ridotti a due sottili lame metalliche. Interessante il fatto che alcune gondole presentano già il "felze", la copertura della gondola, tale da darle l'aspetto e la funzione della carrozza, offrendo riparo alle intemperie ed agli sguardi indiscreti. Le gondole appaiono già di colore nero (sullo scafo). Esso è una caratteristica di tutte le imbarcazioni venete, ed è dovuto all'uso della pece come impermeabilizzante. Leggende che ne ascrivono l'uso alla commemorazione di luttuose pestilenze sono da considerarsi infondate. Se prima la gondola non è ancora ben distinta dalle altre imbarcazioni, con la seconda metà del XVI secolo assistiamo ad una significativa trasformazione: oltre ad apparire un po' più lunga e snella, i suoi ferri di prua e di poppa assumono una fisionomia particolare e conferiscono una nuova linea al profilo dell'imbarcazione. I chiodi che li fissavano allo scafo sono ora sostituiti da lamine, con chiaro intento estetico
|
Il '600 : la gondola accentua le sue caratteristiche
Lo scafo si allunga ancora, rialzando un po' la poppa, ma sono sempre i ferri ad essere protagonisti incontrastati dell'imbarcazione gondola dell'800
|
Il '700 : la gondola che tutti riconoscono
Lo scafo si allunga ancora, la coperta di poppa si trasforma in due spioventi angolati ("fiuboni"), i trasti si ingrandiscono e si crea più superficie di manovra per il gondoliere.
Il ferro di prua, che domina incontrastato su tutta l'imbarcazione, comincia, dalla metà del secolo, a subire una certa contrazione dimensionale e ad assumere la sua forma definitiva. Sul ferro, inoltre, appaiono i chiodi decorativi, di forma allungata e traforati, che saranno, d'ora in poi, caratteristici.
La "forcola", verso la fine del secolo, tende ad assumere la forma "a gomito" che è sua propria caratteristica e che si rivela così utile durante le manovra e la voga all'indietro.
Il felze assume un aspetto strutturale più solido.
|
Il XIX secolo, parte 1 : grandi variazioni strutturali
Nel corso del XIX secolo vengono effettuate dagli "squeraroli", una serie di modifiche, magari poco vistose ma, in alcuni casi di fondamentale importanza. Esse vengono attuate per adattare l'imbarcazione alle necessità pratiche.
Anzitutto la parte poppiera subisce un progressivo innalzamento dall'acqua, ai fini di una maggiore manovrabilità, dato che la lunghezza della gondola raggiunge gli 11 metri; aumentando l'altezza a poppa, il gondoliere gode di una migliore visibilità. L'innalzamento della parte poppiera raggiunge, nell'800, valori ottimali, che vengono solo leggermente aumentati al giorno d'oggi, in base alle esigenze del gondoliere.
Anche la parte prodiera comincia ad innalzarsi dall'acqua, anche se un innalzamento veramente notevole, tale da dare all'imbarcazione la forma "a spicchio di luna" si avrà solo nel novecento. I motivi che portano ad alzare la prora sono legati alle esigenze di manovrabilità: minore è la parte immersa nell'acqua, maggiore è la facilità con cui si può far ruotare la barca su se stessa, manovra, questa, tanto importante quanto frequente negli stretti canali della città.
|
Il XIX secolo, parte 2 : l'asimmetria
Anche se non evidentissimo, un altro grande mutamento si riscontra nell'800: la pianta della gondola comincia a diventare asimmetrica.
Perchè? Il motivo va ricercato ancora una volta nelle esigenze di manovrabilità: l'asimmetria sposta il centro di gravità dell'imbarcazione verso il lato destro, cosicché, in galleggiamento, la gondola tiene un assetto inclinato verso dritta, con una maggior immersione del suo lato destro. Ora, poiché la barca tende a ruotare verso sinistra in virtù della spinta del remo (parliamo sempre di un solo vogatore), l'inclinazione a destra viene a contrastare questa tendenza! Se una barca simmetrica ha bisogno di un forte "angolo di deriva" per poter avanzare in linea retta, alla gondola sono sufficienti solo 5 gradi di deriva!
Inoltre, l'inclinazione a destra è utile per controbilanciare il peso del gondoliere, che può spostarsi di più sull'orlo sinistro, distanziandosi dalla forcola e usufruendo, perciò, di un maggior "braccio di leva".
|
Il '900: il risultato di adattamenti secolari
Nel '900 i mutamenti strutturali iniziati nel secolo precedente assumono un carattere più deciso. L'innalzamento della zona prodiera è sempre più marcato e implica un'ulteriore diminuzione della parte sempre immersa nell'acqua. Questo comporta una maggiore manovrabilità e dà un aspetto slanciato alla prua. Inoltre, una prua molto adagiata sull'acqua, come avveniva nei secoli scorsi, si infilerebbe troppo facilmente e profondamente nelle onde scomposte dei nostri bacini: il traffico acqueo attuale non è neanche paragonabile a quello del passato, senza parlare di quello motorizzato e del problema del moto ondoso.
Anche l'asimmetria prende un notevole slancio nel nostro secolo. Se l'imbarcazione ottocentesca presentava un'asimmetria ancora modesta (solo 3 cm di maggior larghezza del fianco sinistro rispetto alla linea mediana) ora assistiamo ad uno scartamento di 8 volte superiore (ben 24 cm).
Si noti che il felze è praticamente scomparso in questo secolo. In conclusione si può dire che la gondola nasce e si modifica per esigenze pratiche, oltre che estetiche, anche se ciò che maggiormente colpisce è l'assoluta nitidezza tecnica del risultato, che sembra scaturire da un complesso progetto di grande avanguardia cui, però, si accompagna una grandissima "poesia" nell'armonizzare linee e forme La gondola dei nostri giorni
|