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Palazzo Mastelli.

A pochi passi dalla chiesa della Madonna dell'Orto, sorge Palazzo Mastelli, chiamato anche "Del Cammello" per il rilievo che raffigura un uomo che trascina un cammello. Tale rilievo rappresenta l’attività familiare dei proprietari rifugiatisi  a Venezia nel 1112, dove costruirono Palazzo Mastelli che un tempo era situato dietro la piazza, attigua al fondaco degli Arabi. Le loro figure in pietra, rovinate dal tempo, possono essere viste sulle pareti del campo sul lato orientale e su queste figure sono sorte diverse leggende: delle 4 statue incastonate nel muro, 2 portano un turbante sul capo, mentre una terza , posta su un angolo sporgante  di una casa (ha un naso di metallo, aggiunto tra 800 – 900) porta sulle spalle un grosso fardello in cui è inciso il nome "Rioba". Si dice che queste statue rappresentano i Mori, i fratelli Rioba, Sandi e Afani, i cui nomi sono incisi sopra le loro teste, che fuggirono dalla Morea (Grecia) nel 1112 per dissidi politici.
Questi erano commercianti in spezie e tessuti e una volta arrivati a Venezia si diedero il nome "Mastelli o Mastella". Negli anni ci si è domandato chi rappresentasse la quarta statua: molto probabilmente è il servitore dei 3 fratelli, lo stesso che è raffigurato nel fregio della facciata di Palazzo Mastelli, mentre conduce un cammello. La statua con il naso in ferro è appunto Antonio Rioba che nel corso del tempo è diventato una specie di Pasquino veneziano, a cui si attribuiscono scherzi e ingiurie. La statua che regge in mano un cofanetto, nel 1830 fu prelevata dal suo posto e trasportata dal proprietario dell'epoca su una villa di campagna per poi ritornare al suo posto originario solo lo scorso secolo. Un altro elemento caratteristico del Campo dei Mori è la vera da pozzo del 600 - 700 in pietra d'Istria, con due rigonfiamenti posta su un basamento circolare che porta uno scudo con una barra a scacchi, simbolo della famiglia Mastelli.
Queste statue di pietra secondo alcuni non sono altro che ciò che rimane dei 3 mercanti, pietrificati a causa della loro disonestà, come racconta la leggenda de...

Gli Ipocriti Che Divennero Sepolcri Imbiancati
"Possa il Santissimo Iddio far diventare subito questa mia mano di vera pietra se ciò che vado affermando non è vero"; questa era la frase preferita del Signor Antonio Rioba . Le sue esagerazioni erano tollerate solo perchè la gente aveva interesse a conoscere i racconti dei suoi viaggi. I Mastelli godevano della fama di buoni affaristi ma erano disonesti e sbruffoni: ogni giorno si ingegnavano su come incrementare il loro capitale disonestamente. Divennero ben presto insopportabili ma nessuno osava mettersi loro contro perchè potevano comprare qualsiasi giuria.
Una sera di febbraio una donna suonò alla campanella di casa Mastelli; questa disse di voler essere rimasta vedova da 2 mesi e voleva comprare della tela di Fiandra  perchè doveva mandare avanti il negozio di tessuti. Rioba la portò nel magazzino dove i suoi fratelli stavano riordinando le merci; vedendo che la donna non se ne intendeva, Rioba spacciò un rotolo di cotone per tessuto di Fiandra. Per convincere la donna, Rioba pronunciò la sua famosa frase e la donna chiamò a testimone Dio sull'onestà dei tre fratelli. Nel momento in cui le monete toccarono la mano del marcante, queste e la mano dell'uomo iniziarono a trasformarsi in pietra così come tutto il corpo. Stessa sorte toccò ai due fratelli. la donna non era altro Santa Maddalena che si era presentata lì per dare un'ultima chance agli avidi mercanti. Una volta che le tre statue furono ritrovate vennero murate sulle pareti esterne della casa.
Nei secoli si è vista la statua di Rioba piangere nelle fredde giornate di febbraio... e se una persona dall'animo puro toccasse il petto della statua potrebbe ancora sentire il battito del cuore...
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