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![]() La Strega Che Uscì Dal Muro Marietta, la figlia maggiore del pittore, si stava preparando per la prima comunione, e all'epoca era usanza andare ogni mattina, per 10 giorni, nella cappella della Madonna dell'Orto, a ricevere l'eucarestia. La prima mattina la ragazza incontrò una vecchia che le disse che se voleva diventare come la Madonna invece di mangiare le particole doveva tenerle in bocca e poi nasconderle per 10 giorni. Marietta per i primi 5 giorni fece così e nascose le particole in una scatola dietro l'abbeveratoio. Il mattino del sesto giorno, le bestie inginocchiate per abbeverarsi non riuscivano più ad alzarsi; la ragazza si spaventò e decise di confessare tutto al padre. Tintoretto pensò che la vecchia fosse una strega che aveva escogitato questa trovata per reclutare nuove streghe. Portò in chiesa le particole e disse alla figlia di far entrare la vecchia il 10° giorno, nel frattempo si procurò un bastone di tiglio. Il 10° giorno la vecchia arrivò e salì ma fu subito "accolta" dal Tintoretto che iniziò a picchiarla forte con il bastone; questa si trasformò in un gatto nero, ma ormai conscia di non avere scampo, si getto contro il muro avvolta in una nube nera, lanciando un grido lancinante. Scagliandosi contro il muro aveva lasciato un buco... non si vide più, ma il pittore fece montare a guardia Ercole con una clava in quel punto in modo che non potesse più tornare. Molte altre storie cose si raccontano a proposito della casa del Tintoretto in fondamenta dei Mori. Uno di questi racconti dice che il piccolo palazzo fu, anticamente, convento ed orfanotrofio. Sembra che nel silenzioso giardino della casa siano state trovate delle ossa di bambino. Si dice che il luogo sia abitato dai fantasmidei bambini che lì vissero ed ebbero sepoltura: fantasmi d’orfanelli bisognosi d’affetto, entità che si manifestano quando nella casa vi sono adulti che amano i bambini. Si ode, così dicono, lo scalpiccio di piccoli passi sul pavimento o su e giù per le scale che portano ai piani superiori. Un signore, padre di sei figli, che abitò quella casa una trentina d’anni fa racconta di aver udito risatine sommesse e, spesso, il tocco di piccole mani che lo afferravano per farsi accompagnare in giro per la casa. Il signore dice che quel tocco delicato più che impaurirlo lo inteneriva. Attualmente la casa è sede di una stamperia d’arte.
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