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Il ponte delle Tette

E' situato a San Cassiano, in zona delle Carampane e unisce il sestiere di Santa Croce con quello di San Polo.
La storia di questo nome curioso è molto semplice. Vicino a Rialto, le Carampane era una di quelle aree di Venezia nelle quali le prostitute erano obbligate a concentrarsi fin dal XV secolo, per disposizione delle leggi sull'ordine pubblico. Per attirare la clientela esse sedevano sulla finestra a seno nudo e con le gambe penzoloni per mostrare tutte le loro grazie, o ancor più, stavano completamente nude davanti alle finestre: il tutto proprio sopra il ponte in questione. Si narra che potessero stare tranquillamente in questi atteggiamenti grazie a un'ordinanza del XV secolo (per altro mai riscontrata) che addirittura le incoraggiava a mostrarsi per attirare i clienti. Questo per distogliere la popolazione maschile da un'ondata di omosessualità che era diventata un problema di stato. Si trovano infatti, tra i fascicoli dei processi più famosi, moltissimi casi contro omosessuali o per violenze "contro natura".
Ad esempio, tale Francesco Cercato fu impiccato per sodomia fra le colonne della piazzetta nel 1480 e tale Francesco Fabrizio, prete e poeta, fu decapitato e bruciato nel 1545 per il vizio "inenarrabile". Comunque sia, sembra che l'omosessualità fosse molto diffusa nella Venezia del Cinquecento, tanto da indurre le prostitute, nel 1511, a inviare una supplica all'allora patriarca Antonio Contarini affinché facesse qualcosa in merito, perché sembra non avessero più clienti. Forse la vera ragione della loro crisi economica era però un'altra: nel 1509 a Venezia esistevano 11.654 cortigiane; con tale abbondanza di offerta sembra più logico pensare che i guadagni pro capite calassero molto.
Nel 1450 viene decretato di porre quattro grosse lampade sotto i portici di Rialto per rischiarare la zona in quanto ritrovo di omosessuali.
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