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Il campiello del Remèr si chiama così perché anticamente v'era un negozio dove si costruivano remi. Per arrivarci bisogna fare la strada che va da S. Bortolomio alla Strada Nova, appena sorpassata la chiesa di S. Giovanni Grisostomo si gira nella calle della Stua. Il campiello dà in Canal Grande ed è anche famoso per un raro negozio di articoli da muratore (sabbia, tubi, calcina, ecc.). In questo campo c'erano le case di Bajamonte Tiepolo. Bajamonte Tiepolo, siamo nel 1310, odiava il doge Pietro Gradenigo tanto da tramare la famosa congiura. La sua famiglia, assieme a quella dei Querini, Badoer, i Doro e altre si riunirono in questa casa nella notte tra il 14 e il 15 giugno armati di tutto punto per assaltare il palazzo ducale. Ma il doge era a suo tempo avvertito che non poté fare nulla. Bajamonte venne esiliato (una autentica condanna per un veneziano!) a vita e le sue case demolite. Al loro posto, fu eretta la colonna d'infamia. Dunque, tornando alla leggenda, si racconta che nel campiello Remèr nel 1600 vivessero Il nobile Fosco Loredan, gelosissimo della bella moglie Elena, una delle figlie del fratello del doge Marino Grimani. Una sera il doge, passando da quelle parti, sentì una donna gridare dalla paura inseguita da un uomo con la spada sguainata. Erano Fosco e Elena. Fosco intimò al doge di non intromettersi: "Fatti da parte! Questa donna mi ha tradito!" Ed Elena: "Non è vero! Lui si rode dalla gelosia perché io conosco un giovane che potrebbe essere quasi mio figlio!" Il doge promise di mettere via la spada se lui lasciava stare la bella Elena ma ad un certo momento Fosco disse allo zio di Elena: "Guardati alle spalle!". Il doge non fece neanche a tempo di girarsi che Fosco mozzò la testa alla moglie. Marino Grimani furibondo si frenò di fare la stessa cosa sull'assassino che lo implorava di lasciarlo in vita e ordinò: "Prendi il corpo di Elena, caricatelo sulle spalle e la sua testa in mano, non lo abbandonerai né di giorno né di notte e lo porterai dal Papa a Roma. Sarà lui a stabilire il tuo destino". E così fece, si allontanò e andò a Roma. Dopo cinque mesi il Papa non lo volle neanche ricevere. Fece ritorno a Venezia, andò in campiello del Remèr e là, nel Canal Grande, si lasciò annegare. |