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DI SANTA MARIA DELL’ORTO Per una tacita convenzione, a meno che non si tratti di rappresentazioni dell'ultima cena, è difficile trovare, tra le raffigurazioni dei dodici apostoli, le fattezze di Giuda. A lui si è convenzionalmente preferito San Mattia, ovvero colui che ne prese il posto su indicazioni divine dettate agli undici, dopo la morte dell'Iscariota. Ma nella seconda metà del Trecento non mancavano scismi e dottrine che professavano altre vie della fede, se non addirittura l'adorazione del maligno. E Paolo Delle Masegne, all'insaputa del padre e dello zio, faceva parte di una setta di adoratori del demonio. In lui il male era incarnato in tale profondità che Satana, sfruttando la sua abilità di scultore, ne aveva fatto un artefice della costruzione del suo regno terreno contro il potere temporale e spirituale della Chiesa. I Masegne ebbero la commissione per la costruzione di una chiesa - dedicata inizialmente a San Cristoforo e poi conosciuta come "Madonna dell'Orto" (o anche Santa Maria Odorifera) per il trasferimento al suo interno di un'antica statua della Vergine trovata in un orto poco distante e ritenuta miracolosa, che ospiterà le ceneri del Tintoretto assieme a quelle dei figli Domenico e Marietta – e Paolo avrebbe voluto, segretamente, dedicare l'edificio ai convegni di demoni e spiriti malvagi. Per questo motivo gli fu consegnata, ancora macchiata del sangue dell'Iscariota, una delle trenta monete d'argento ricevute dall'apostolo traditore per il bacio col quale condannò il Cristo e Paolo Delle Masegne la inserì in una delle dodici statue alla quale, senza che Jacobello e Pietro Paolo potessero sospettarlo, aveva dato le sembianze di Giuda. A completamento del disegno malefico mancava soltanto la solenne cerimonia di dedicazione. Questa avvenne nel corso della Settimana santa del 1366. In quei giorni, come era costume dell'epoca, si poteva assistere fuori dalle chiese e lungo le calli, a spettacoli che rappresentavano i fatti evangelici, con grande partecipazione del popolo. Il Venerdì santo, alla rappresentazione della Passione alla Madonna dell'Orto, erano presenti i Delle Masegne e, per l'occasione, recitando nel ruolo di una delle "pie donne", vi era anche la giovane nobile Isabella Contarin. La ragazza, appena dodicenne, era famosa in città per la sua stupefacente guarigione da una grave febbre tifoidea! dopo quasi quindici giorni a letto priva di sensi, ella non solo ne uscì indenne, ma anche dotata della singolare capacità di dialogare con l'aldilà e leggere il futuro delle persone guardandone l'aura. Per questi incredibili poteri, la giovane godeva fra il popolo della considerazione di una santa. Fu nel bel mezzo della rappresentazione che, improvvisamente rivoltasi al giovane Delle Masegne, la fanciulla iniziò a gridare: "Neanche per i luoghi sacri al Signore hai dunque più timore, Satana? Sappi che nulla potrai contro la giustizia di Dio e la fede del suo popolo!". Lo sgomento era totale. Paolo Delle Masegne, vistosi perduto, si avventò sulla piccola sensitiva, ma non ebbe neppure il tempo di toccarla, la presenza di spirito del giovane diacono che portava l'acquasantiera evitò il peggio. Con un rapido gesto infatti, il religioso gli spruzzò dell'acqua benedetta. Il Delle Masegne crollò a terra. D'un tratto il cielo si oscurò alla presenza di raffiche fortissime di vento, e Satana si allontanò da lui. Il suo nero disegno era stato cancellato, ogni pericolo scongiurato. Anche lo scalpellino, rialzatosi attonito, nulla ricordava degli avvenimenti. Quanto alla statua, venne lasciata al suo posto, ma da allora, la notte di ogni Venerdì santo, essa si leva in volo verso Gerusalemme, poiché l'Akeldamà (il campo di sangue, il terreno che Giuda comprò laggiù) reclama la presenza del vile argento col quale fu acquistato. Ad essa si uniscono anche la statua della Giustizia e quella della Fede, che dal tetto della chiesa sovrastano le figure degli apostoli. |