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IL MENDICANTE E IL LEVANTINO

Cesco Pizzigani era uno dei più valenti scalpellini veneziani del ‘500.
Un giorno una improvvisa e grave malattia colpì Fiorinda, la giovane moglie dell'artista, e a nulla valsero le infinite cure con le quali egli cercò amorevolmente di salvarle la vita, vendendo perfino la bottega pur di non lasciare nulla di intentato. Completamente rovinato, e colto dall'insanabile sconforto per la perdita del suo amore, Cesco si ritrovò per qualche anno a mendicare sul portale della Scuola Grande che egli stesso aveva contribuito a edificare. Di tanto in tanto, non visto, con la punta di un chiodo si divertiva a esercitare la sua vecchia arte ai lati del portone, incidendo i profili delle navi che ogni giorno caricavano e scaricavano dalla grande scalinata del campo. Abitava nelle vicinanze una donna che aveva avuto un figlio da un levantino, un ebreo divenuto suddito turco che, come mercante internazionale, godeva dei diritti accordati agli stranieri e risiedeva nell'isola della Giudecca.
Il figlio viveva con il padre e, quando si recava si recava a trovare la donna molto spesso la picchiava con violenza a causa del conflitto interiore causato dall’essere metà veneziano e metà levantino, e male accetto da entrambe le comunità. La donna, che viveva sola e non si era mai sposata, sopportava gli sfoghi violenti del figlio amandolo più della sua stessa persona. Ma una sera la situazione precipitò e, in un eccesso d’ira, il giovane accoltellò la propria madre e le strappò letteralmente il cuore dal petto. Sconvolto per il gesto compiuto, fuggì subito via gettando il coltello continuando a tenere il povero cuore straziato in una mano. Corse verso il ponte di fronte alla Scuola ma, nel salire il primo gradino, cadde lasciando la presa. Il cuore ruzzolò a terra, si fermò, e da esso uscì una voce: "Figlio mio, ti sei fatto male?".
Uscito di senno, il ragazzo corse fino alla laguna, di fronte al cimitero, e gettatosi tra i flutti si lasciò annegare. E ancora possibile sentire i suoi lugubri lamenti nel silenzio del campo, perché va cercando il cuore di sua madre per sentire il calore dell'amore nelle notti gelide d'inverno.
E Cesco? Cesco dormiva sotto il portale, come ogni notte e vedendo la scena decise di immortalarla a modo suo, incidendola sul marmo del portale della Scuola Grande: ancora oggi è possibile vedere, assieme ai profili di nave, una figura con un turbante in testa che in una mano regge un cuore umano. Un cuore di madre.
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