Indice storie e leggende

Leggende su Cà Mocenigo

Su Ca' Mocenigo Nuova aleggia una leggenda che risale al 1622. In quell'anno Antonio Foscarini, senatore della Repubblica e già ambasciatore a Londra, venne accusato come citano le cronache giudiziarie, "d'aver frequentato in segreto e ripetutamente i ministri di altre potenze straniere [...] sia di giorno che di notte, travestito e non, e di aver loro svelato, in cambio di denaro, i più [...] intimi segreti della Repubblica". Tradizione vuole che tali incontri segreti avessero luogo nelle stanze di questo palazzo attraverso la giovane Anne di Shrewsbury, contessa di Arundel, nipote di Bess di Hardwick, che vi abitava dal 1621.
Foscarini fu arrestato e giustiziato. Consigliata di lasciare immediatamente la città, lady d'Arundel si diresse, invece, dritta dal doge, Antonio Priuli. E anche se oggi non esistono prove che documentino la versione allora molto chiacchierata a Venezia, ovvero che la nobile britannica sostenesse con slancio come Foscarini, recandosi nottetempo a palazzo non avesse altre finalità che quelle adulterine, di fatto lady d'Arundel pretese e ottenne per sé una dichiarazione pubblica di innocenza.
E prima che lasciasse Venezia, meno di sei mesi dopo, anche Foscarini venne riconosciuto innocente; il suo corpo venne riesumato e le autorità ammisero pubblicamente il loro errore onorandone la memoria con un funerale di stato e dedicandogli poi la lapide che ancor oggi può essere letta sulla sua tomba, nella chiesa di San Stae. Ca' Mocenigo Vecchia (palazzo del Cinquecento all'estrema destra rispetto al precedente), invece, si dice essere ancora oggi abitata dal fantasma di Giordano Bruno, il famoso monaco e filosofo che Giovanni Mocenigo volle suo ospite per otto mesi, tra il 1591 e il 1592, nella speranza di apprendere da lui i segreti dell'alchimia e della magia. Ma col passare del tempo, non notando alcun miglioramento nelle proprie capacità esoteriche, Mocenigo, invidioso dei poteri del suo maestro, lo denunciò alle autorità veneziane costringendolo a rientrare a Roma dove venne arrestato con l'accusa di stregoneria. Sottoposto all'inquisizione del tribunale del Santo Uffizio, dopo una lunga "seduta" in camera
di tortura, fu dichiarato colpevole di eresia e mandato al rogo nel febbraio del 1600.
Tanto terribile fu il supplizio del monaco, che ancora oggi, nella notte in cui ricorre la sua morte, il fantasma del frate ritorna e si manifesta con fenomeni paranormali legati all'acqua, quella stessa acqua che quattro secoli prima avrebbe potuto spegnere le fiamme del rogo che lo uccise tra atroci sofferenze: guasti improvvisi alle tubature, rubinetti che si aprono inspiegabilmente da soli, viti che si allentano, spandimenti e allagamenti, ci segnalano la sua presenza. Talvolta, nel corso dei secoli, lo spettro del monaco filosofo si è rivelato anche con delle apparizioni, ma rimane tuttora un mistero il fatto che ciò sia accaduto sempre e solo a delle donne. E non proprio nel fiore degli anni: Giordano Bruno si rivela infatti solo a quelle con più di ottantacinque anni.
Il doppio palazzo, infine, tra Ca' Mocenigo Nuova e Ca' Mocenigo Vecchia, nel 1818 ebbe in lord George Gordon Byron il suo più celebre inquilino. Della sua permanenza in città, sono entrate oramai nella leggenda le selvagge galoppate al Lido, le lezioni di armeno al monastero dell'isola di San Lazzaro e le estenuanti nuotate in Canal Grande, energici tentativi coi quali il lord tentò di sconfiggere la sua perenne, romantica malinconia. Tra queste mura Byron scrisse il Beppo, una parte della tragedia Marin Faliero, il Sardanapalo, le Visioni del giudizio e l'inizio del Don Giovanni, ispirato senza dubbio da avventure personali delle quali, tra quelle del soggiorno veneziano, sono stati tramandati i tempestosi incontri d'amore con Margarita Cogni, la "fornarina", che a un certo punto lo aggredì con un coltello prima di buttarsi giù dalla finestra nelle acque del Canale. Il balcone è quello di sinistra: da allora è capitato più volte che la fornarina vi apparisse, versando lacrime silenziose.
Indice Venezia